Il Tirreno

Grosseto

False lettere di credito delle banche

False lettere di credito delle banche

Presentate dall’advisor genovese per accedere al concordato preventivo

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. C’è un capitolo a parte nell’inchiesta della Procura su Abbigliamento Grosseto che riguarda l’ex amministratore unico Maurizio Santoro, che aveva ripreso la società dalle mani dell’imprenditore pratese Andrea Barontini. È quello che riguarda le lettere di credito presentate a garanzia della richiesta di concordato in bianco per la società presentato al tribunale di Grosseto il 5 dicembre 2013.

Era stato l’ex socio di Santoro, Antongiulio Pacenti, a presentare un esposto alla Procura nel quale si diceva che quelle lettere non erano vere.

I crediti che avrebbero dovuto sostenere il concordato sarebbero stati, per il pm Leopizzi, in tutto o in parte inesistenti, soprattutto quelli della Cn management Co.Ltd, società Thailandese che avrebbe dovuto firmare un accordo con Abbigliamento Grosseto per risollevare le sorti delle vestaglie azzurre. Lettere che sarebbero state sottoscritte a Londra il 18 novembre 2013 (la Letter of Bank References), da Jacques Emmanuel Blanchart e da Marc Moses e la Letter of Bank References «Integration», sottoscritta sempre a Londra dagli stessi, rappresentanti della HSBC Bank Plc.

Erano i giorni delle barricate delle vestaglie azzurre, degli scioperi e delle richieste da parte di Santoro di rientrare in fabbrica. Erano i giorni degli accordi, delle telefonate. Antongiulio Pacenti, che per qualche tempo ha fatto parte della società, si rivolse alla Procura raccontando che quelle lettere portate come garanzia dall’amministratore genovese non erano mai state spedite da Londra. Raccontando che «per interessi personali - aveva detto - molti degli imprenditori che si erano affacciati per risollevare le sorti della società, sono stati mandati via». La soluzione sembrava che dovesse arrivare da Oriente, con i thailandesi pronti a entrare come partner della società. Thailandesi che però non si sono mai visti a Grosseto e che, secondo il magistrato non avevano alcun titolo economico per risolvere il problema della società. Il concordato non è andato a buon fine e la società è in mano di un commissario che ha attivato la Prodi bis. A metà marzo i rappresentati dei lavoratori sono stati chiamati al ministero, a Roma. E probabilmente, questa volta ci sarà un acquirente vero. (f.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web