Sicurezza
Alla Casa degli Ebrei cominciano le pulizie
PORTO SANTO STEFANO. A Porto Santo Stefano è conosciuta come “la casa degli ebrei” perché costruita come colonia estiva per ragazzi di fede ebraica. Prima era un fiorente hotel, costruito nel 1924....
PORTO SANTO STEFANO. A Porto Santo Stefano è conosciuta come “la casa degli ebrei” perché costruita come colonia estiva per ragazzi di fede ebraica. Prima era un fiorente hotel, costruito nel 1924.
Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale l’edificio venne ricostruito, ospitando anche le scuole di Porto Santo Stefano: situato tra la Caletta e il Siluripedio è abbandonato da tempo. In questi giorni, però, alcuni operai della ditta Verdissimo si stanno impegnando nella pulizia dell’area che lo circonda, togliendo erbacce, alberi pericolanti e rami che ne deturpano la zona. Il tutto secondo indicazione della proprietà, che ha deciso di intervenire visto il degrado.
«È una proprietà privata, ma perché è abbandonata?» si domanda il primo cittadino Arturo Cerulli. «In otto anni passati da sindaco – dice – non ho mai incontrato il proprietario né qualche rappresentante della società che la possiede. Spesso abbiamo scritto ed ordinato ai diretti interessati di pulire. Adesso lo stanno facendo. Ad oggi, però, non c’è nessuna richiesta di costruirci qualcosa. Tra l’altro al momento gli “Ebrei” sono inseriti nel regolamento urbanistico con tanto di apposita scheda, che prevede la realizzazione di comparto abitativo previa sistemazione dell’area del Siluripedio. Ad oggi però non si è visto nessun progetto».
È proprio secondo indicazione dei possessori della proprietà privata, però, che l’area sta tornando ad avere un aspetto consono all’ambiente che la circonda. «C’erano tanti topi e animali – precisa il proprietario – Si era creata una situazione sgradevole. All’interno del giardino erano anche caduti tre pini per il vento, e altri due andranno rimossi perché pericolanti. La struttura, in ogni caso, è un cazzotto in un occhio: stiamo dando una sistemata. C’erano anche siringhe, brandine e televisori. Insomma, era proprio una bruttura».
Non ci sono, però, progetti in corso per una riqualificazione dell’edificio. «Al momento non sappiamo cosa succederà – dice – Non abbiamo parlato con l’amministrazione. L’abbiamo acquistata nel ’99 con l’obiettivo di fare piccole villette, ma con il commissariamento e altri problemi non è stato possibile. Adesso vedremo se venderla, magari anche al Comune, chissà».
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