Il dolore
Mustafa, l’avvocato e il pc ritrovato
Ex esponente di An perde il Mac, un cittadino marocchino lo aiuta
GROSSETO. Roberto Baccheschi è un avvocato molto conosciuto a Grosseto. In passato è stato ai vertici del Coseca, ha militato a destra. Adesso si ri-affaccia alla politica da fiancheggiatore di una lista civica che pretende una “Maremma migliore”. E forse una Maremma migliore esiste davvero. Almeno da ciò, che con emozione, racconta lo stesso Baccheschi.
A metà gennaio, una sera, in zona Sacro Cuore, poco distante dallo studio legale, Baccheschi perde il suo portatile. Forse gli scivola dalla zaino. È un MacBook custodito in un involucro grigio. Ovviamente senza password è inutilizzabile.
Quando l’avvocato si accorge di averlo smarrito, è già troppo tardi. Torna indietro, cerca, ma non c’è più traccia. Attiva subito il sistema Apple di blocco dell’I.P., lo rende di fatto inutilizzabile, ma tutto questo non serve a ritrovarlo.
Lancia anche un appello su Facebook, il Bakko. Lo condividono quasi 600 amici: «Chi lo ha ritrovato e me lo farà riavere – scrive – riceverà un’adeguata ricompensa. Fate girare il più possibile questo messaggio». Passano i giorni, passa un mese. Nulla. L’avvocato Baccheschi acquista un altro portatile, ne aggiorna i contenuti. Il vecchio MacBook lo mette perso. E invece non è così.
«Nei giorni scorsi, mentre riguardavo i messaggi ricevuti su Facebook, ne trovo uno datato 16 gennaio 2016, cioè il giorno dopo lo smarrimento del mio portatile. Non l’avevo letto, non l'avevo proprio visto. D’altra parte, come dice mio figlio, sono un utente medio di Facebook. Il messaggio è firmato Mustafa Essafa, un ragazzo marocchino che ha trovato il computer, l’ha aperto e vedendo il mio nome sull'account mi ha cercato su Fb, trovato e subito avvertito. Peccato che io il messaggio lo abbia letto solo ieri, un mese e mese e mezzo dopo».
Comunque, prosegue Baccheschi, «sono riuscito subito a rintracciarlo, addirittura a Marrakech. È stato gentilissimo. Mi ha mandato a casa sua, a Braccagni, dove la moglie mi ha restituito il computer. Cosa dire? Gesti come questo non hanno bisogno di commenti. Attendo che Mustafa Essafa torni dal Marocco per organizzare, con le nostre famiglie, una cena a base di tajine e thè alla menta. Per il momento gli dico grazie di cuore».
Un anno e mezzo fa, era l’ottobre del 2014, una storia simile. Lorenzo, studente pendolare, perde il cellulare nell’autobus Tiemme, il pullman che da scuola lo riporta ogni giorno al suo paese. Sufì, giovane profugo bengalese, poco più che ventenne, lo ritrova, chiama il numero di casa del proprietario e qualche ora dopo lo riconsegna. Un altro esempio di civiltà e onestà raccontato dalla mamma dello studente distratto. Perché troppo spesso le buone azioni che quotidianamente vengono fatte da tante persone (italiane e straniere) non hanno voci che le narrino.
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