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Grosseto

M5s, diatriba continua «Lista non certificata»

M5s, diatriba continua «Lista non certificata»

Tania Amarugi, candidata per gli Amici di Beppe Grillo, puntualizza «Quella di Gori è solo un’ipotesi, non si usino nome e simbolo»

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GROSSETO. Stop alle dichiarazioni pubbliche a nome di candidati del Movimento 5 stelle che al momento non sarebbero candidati ufficiali.

A campagna elettorale ben avviata gli attivisti che fanno capo al meetup Amici di Beppe Grillo Grosseto tornano a puntare il dito contro l’altro gruppo di pentastellati, quello che fa capo a Giacomo Gori, capogruppo M5s in consiglio comunale da cinque anni a questa parte e candidato a sindaco per la futura legislatura. «È indubbiamente vero che Giacomo Gori sia il consigliere comunale eletto nelle file del M5s, ma la sua candidatura a sindaco per il 2016 sotto lo stesso simbolo è solo un’ipotesi almeno fino a quando non verrà certificata come tale dallo stesso Grillo oppure, secondo il nuovo Non-statuto del Movimento, dall’omonima associazione», scrive l’avvocata Tania Amarugi, indicata dal meertup Amici di Beppe Grillo Grosseto come candidata (ufficiosa) alla carica di prima cittadina.

Non è la prima volta che il meetup, nato intorno a Matteo Della Negra – ex sodale di Gori poi allontanato dal Movimento per «smanie di protagonismo» – protesta perché Gori e i suoi “danno già tutto per scontato”. Stavolta Amarugi puntualizza che quella di Gori è solo «una proposta di lista» e che tutte le dichiarazioni pubbliche rilasciate da lui e dai candidati alla carica di consigliere comunale non devono essere automaticamente prese come quelle del Movimento 5 stelle. «Trovo pericolosamente fuorviante per i cittadini grossetani leggere sui giornali questa che è semplicemente una associazione di idee», dice Amarugi.

«Sono passate ormai diverse settimane, se non mesi – dice Amarugi – da quando gli attivisti che fanno capo al meetup Amici di Beppe Grillo Grosseto e al meetup Coordinamento Amiata e il Futuro a 5 Stelle hanno cercato, in molteplici occasioni, di informare sia gli elettori di Grosseto, sia gli organi di stampa, che i vertici dello stesso Movimento 5 stelle, del fatto che si andava “sventolando”, da parte di Giacomo Gori e della sua proposta di lista di candidati, una paventata, ma non ancora certificata, appartenenza al Movimento 5 stelle. Ad avvalorare ciò vi è la liberatoria all’uso del nome e del marchio “Movimento 5 stelle”. Essa infatti veniva espressamente rilasciata da Giuseppe, detto Beppe, Piero Grillo, ai capolista per connotare l’attività politica del gruppo di candidati alle elezioni amministrative per cui la lista partecipava, senza attribuire alcun diritto di esclusiva. Tale autorizzazione si intendeva rilasciata solo per la tornata elettorale in essa indicata, escludendo ogni ipotesi di validità implicita futura, anche per finalità analoghe». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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