Sicurezza
«È un cittadino, può esprimere opinioni»
FOLLONICA. «I dipendenti comunali sono prima di tutto cittadini e hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero». Così il Movimento 5 Stelle interviene sulla vicenda che ha visto protagonista...
FOLLONICA. «I dipendenti comunali sono prima di tutto cittadini e hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero».
Così il Movimento 5 Stelle interviene sulla vicenda che ha visto protagonista nei giorni scorsi un funzionario municipale, Nicola Giordano, per un post da lui scritto su Facebook dove in modo ironico e dissacrante commentava la questione delle unioni civili. Il messaggio prendeva in giro l’elettorato italiano e Fratelli d’Italia non ha gradito quelle parole tanto da chiedere all’amministrazione di scusarsi con la popolazione e di rivedere la posizione nel settore cultura dello stesso dipendente comunale.
Posizione opposta invece quella dei pentastellati, che prendono le distanze dai colleghi di opposizione. «I dipendenti comunali sono prima di tutto cittadini che hanno diritto, come prevede la Costituzione, di manifestare liberamente il proprio pensiero - dicono i grillini - Il fatto di lavorare per un'amministrazione pubblica non può assolutamente far venire meno né affievolire il diritto di ogni dipendente a pensare ed esprimersi in modo differente rispetto al partito che guida la città o il Paese. Quel dipendente ha avuto considerazioni poco edificanti anche sul nostro Movimento. Non ci siamo sentiti né offesi né sminuiti, è semplicemente una sua opinione. Chi invece attacca un cittadino per aver espresso il proprio pensiero anche se con toni poco riguardosi, non può essere punito dall'amministrazione, come richiesto da Fratelli d'Italia, altrimenti significherebbe che viviamo in una dittatura anziché in un Paese democratico, magari sarebbe stato più opportuno smentire il dipendente confutando quanto sostenuto». A stupire invece i pentastellati è il silenzio del sindaco Andrea Benini e il fatto che non abbia difeso il funzionario: il Movimento si dice contrario anche al codice di comportamento comunale relativo al divieto per i dipendenti di commentare sui social fatti che accadono nella loro città. «Ci auguriamo che il dipendente non subisca alcuna sanzione per aver detto quello che pensava, anche se il contenuto non risulta condivisibile dalle forze politiche chiamate in causa», concludono i pentastellati.
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