Il Tirreno

Grosseto

IL TAGLIO DEL NASTRO

A Cinigiano arriva Finmeccanica

di Giovanna Mezzana
Cinigiano, Borgo Santa Rita, il taglio del nastro per il nuovo polo tecnologico (Foto Bf)
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Cinigiano, Borgo Santa Rita, il taglio del nastro per il nuovo polo tecnologico (Foto Bf)

Inaugurato a Borgo Santa Rita il nuovo laboratorio multidisciplinare. Il 7 marzo sarà visitato da delegati della Holding

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CINIGIANO. Delegati di Finmeccanica faranno visita al polo tecnologico di Borgo Santa Rita, inaugurato il 29 febbraio 2016 con gran kermesse. Arrivano il 7 marzo. Lo dice, un po’ di sfuggita, Fosco Tosti, presidente di Certema, consorzio che raggruppa sei aziende – quattro maremmane e due del Fiorentino – che si sono insediate nel polo. Fanno tappa a Cinigiano le rappresentanze della holding industriale leader nel settore delle alte tecnologie, gruppo industriale primo produttore aeronautico del Belpaese: e chi l’avrebbe mai sperato?

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C’è anche il Cern. La visita targata Finmeccanica e la presenza al taglio del nastro di Francesco Bertinelli, ingegnere del Cern di Ginevra con cui Tosti con la sua Tosti srl (che è capofila nel Consorzio) collaborano da una quindicina d’anni, dimostrano che si farà di tutto perché il polo cinigianese non finisca per essere una cattedrale nel deserto. Diciamocela del resto tutta: alzi la mano chi, presente ieri all’inaugurazione del polo di Borgo Santa Rita – tra sindaci, imprenditori, giovani universitari e semplici curiosi – non ha pensato: “ma che c’azzecca qui, tra la Valle dell’Ombrone, la Val d’Orcia e l’Amiata, la robotica e la domotica, l’innovazione tecnologica e la ricerca avanzata? Interrogativo lecito.

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Cosa manca. Risponde Stefano Ciuoffo, assessore alle attività produttive della Regione Toscana che nel polo ci ha messo tre milioni e 800.000 euro (un milione e 187.000 euro li ha aggiunti il Cipe e 12.000 la Provincia). «Le idee – dice il rappresentante della Giunta di Enrico Rossi – non hanno una specifica connessione con i luoghi. È la sincronia tra istituzioni, imprese e mondo del lavoro che fa la differenza». Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: «Oggi non è più importante dove si è – dice – l’importante è essere connessi bene, che significa viaggiare a un giga bit al secondo». Sul fronte dell’efficienza della Rete – della velocità di trasmissione dei dati – Cinigiano ha da lavorare non poco. Non solo: i tecnici delle aziende del Polo sono già incappati in una cinquantina di microinterruzioni di energia elettrica: e anche questo è un limite a cui si deve porre rimedio.

Che cos’è il Polo. Arrivi a Borgo Santa Rita e trovi (facilmente) un bell’edificio giallo. È Certema, il laboratorio tecnologico multidisciplinare che prende il nome dal consorzio in cui sono confluite sei aziende. Tosti di Castel del Piano, Roggi di Borgo Santa Rita, Opus Automazione di Follonica, Kelli -Officina autoelettrica grossetana di Grosseto, Femto di San Casciano, Datapos di Firenze: «Aziende che hanno preso in mano il testimone – dice Romina Sani, sindaca di Cinigiano – e che sono la grande ricchezza di questo progetto».

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Cosa si fa. I settori in cui operano? Dalla carpenteria metallica alla meccanica di precisione; arrivano cioè dai comparti “classici” dell’industria anche se sono realtà d’impresa ad alto tasso d’innovazione tecnologica: alla faccia di chi dice che in Maremma l’industria non c’è. Le consorziate mantengono le loro sedi e utilizzano il Polo come luogo di testing e di ricerca. I laboratori sono cinque. E attenzione – è la peculiarità – sono laboratori aperti: nel senso che chiunque – dal centro di ricerca alla piccola impresa allo studio professionale di progettazione – può chiedere di metterci piede per trasformare la propria idea in un prototipo per esempio.

Macchinari al top. Cinque milioni di euro di investimento pubblico sono una bella cifra. Tanto si è speso per l’acquisto dei macchinari. Sono stati comprati dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; si decise di procedere così – ha spiegato Leonardo Marras, capogruppo Pd in consiglio regionale – per evitare che il Patto di Stabilità (che impediva all’ente provincia di impiegare le risorse assegnate dalla Regione) mandasse tutto a ramengo. «Sono una batteria notevole di attrezzature scientifiche», definisce così i gioielli del Polo Maria Chiara Carrozza, oggi deputata Pd, ieri rettore della scuola d’eccellenza pisana. Il valore dell’acquisto sta nel fatto che le sei aziende già usano questi macchinari per fare il loro business: non si corre il rischio, come accaduto in altri casi anche in centri di ricerca toscani, che le dotazioni rimangano lì, intonse, a coprirsi di polvere. E poi «sono strumenti non ridondanti – dice Pierdomenico Perata, rettore del Sant’Anna – rispetto ad altre realtà (sono in Maremma e non altrove, per capirci – e quindi la partita è tutta da giocare». L’obiettivo, dunque, é: attrarre imprese e cervelli che scelgano il polo di Cinigiano per realizzare idee e progetti.

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