La manifestazione
Ricerche geotermiche sull'Amiata, ecco le proroghe
Nonostante le proteste dai territori, la Regione concede altri due anni ai progetti “Cinigiano”, “Murci” e “Poggio Montone”
CASTEL DEL PIANO. Il destino minaccioso di un’Amiata e di un entroterra maremmano individuati come sacche di sfruttamento geotermico va avanti, nonostante il mugugno delle popolazioni e le prese di posizione anche durissime di alcuni Comuni coinvolti. La Regione Toscana, infatti, proroga i permessi di ricerca geotermica delle società Gesto Italia, Enel Green Power e Sorgenia Geothermal fino al 2017-2018.
Progetto “Cinigiano”. La Regione concede lo sdoganamento della proroga dei permessi di ricerca geotermica alla società Gesto Italia srl per il progetto denominato “Cinigiano” che interessa i comuni di Cinigiano, Arcidosso, Campagnatico e Scansano. La dirigente Laura Renata Caselli firma l’adozione della proroga di questo e degli altri due progetti, il 25 febbraio 2016, proprio nel bel mezzo della battaglia che il comune di Cinigiano e i cittadini stanno combattendo contro la richiesta di un’altra perforazione, quella di Monte Labbro 1 che, sebbene diversamente ubicato rispetto al progetto Cinigiano, è stato combattuto con tutte le armi possibili fino ad ora.
Pare, insomma, che a nulla o poco valga il protocollo sottoscritto dai Comuni amiatini con la Regione che mette in chiaro come l’Amiata, ormai, sia arrivata a un livello di saturazione per lo sfruttamento del vapore.
Invece le richieste delle società che hanno intenzione di fare perforazioni esplorative prima e centrali poi, vanno avanti e le proroghe, ufficialmente giustificate dalla sospensiva dei procedimenti amministrativi stabilita dalla Regione in vigore dal 26 febbraio 2015 al 25 febbraio 2016, continuano ad essere concesse.
Nel dettaglio: il decreto dirigenziale Caselli stabilisce di accordare alla Gesto Italia la proroga di vigenza del permesso di ricerca per risorse geotermiche “Cinigiano” fino al 20 marzo 2018 e di accordarle anche la riduzione dell’area prevista dal primitivo permesso di ricerca, da 141,2 chilometri quadrati a 85.76 chilometri quadrati. Stabilisce anche che per la postazione di perforazione occorrerà la procedura di verifica di assoggettabilità/valutazione di impatto ambientale.
Permesso “Murci”. La stessa dirigente concede la proroga del permesso di ricerca geotermica “Murci” a Enel green oower per un progetto che interessa i comuni di Arcidosso, Roccalbegna, Campagnatico, Cinigiano, Santa Fiora, Semproniano e Scansano. La proroga di vigenza del permesso in questione arriva fino al 17 aprile 2018. Il conferimento di ricerca era stato ottenuto dalla società il 18 aprile del 2011 con scadenza nel 2015. Con la proroga richiesta di due anni dalla stessa società si arrivava al 17 aprile 2017. Ma considerando la sospensione dal 25 febbraio 2015 al 25 febbraio 2016 (la legge regionale 17/2015 stabiliva che il periodo di sospensione dei procedimenti amministrativi relativi ai permessi di ricerca geotermici, fra cui i procedimenti di proroga, «non è conteggiato ai fini della vigenza del titolo minerario»), si tira dritti al 2018.
Permesso “Poggio Montone”. Terzo permesso di ricerca prorogato quello della Società Sorgenia Geothermal per il permesso di ricerca di “Poggio Montone” che interessa i comuni di Castell’Azzara, Santa Fiora e Piancastagnaio fino al 21 giugno 2018, permesso che se non vi fosse stata la sospensione, sarebbe scaduto quest’anno.
Intanto nello stesso momento in cui si autorizzano proroghe, si tranquillizzano gli amministratori locali: è di tre giorni or sono l’incontro fra il capogruppo Pd in regione Leonardo Marras e la sindaca di Cinigiano Romina Sani la quale si affida al capogruppo dichiarando di confidare pienamente nella favorevole conclusione del progetto Monte Labro 1. Intanto, però per Cinigiano sono pronti e prorogati altri due permessi: Cinigiano e Murci.
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