Attenzione
«Non tutti sono “furbetti” C’è anche chi ha difficoltà»
GROSSETO. C’è stato il periodo dei “furbetti”, poi ci fu chi protestò perché il termine era troppo poco negativo e suggerì di bollarli come “evasori” punto e basta. Poi arrivò la crisi e altri fecero...
GROSSETO. C’è stato il periodo dei “furbetti”, poi ci fu chi protestò perché il termine era troppo poco negativo e suggerì di bollarli come “evasori” punto e basta. Poi arrivò la crisi e altri fecero notare come il non pagare le tasse non fosse sempre, necessariamente, un atto dettato dalla volontà. A volte era la necessità a dirottare le risorse verso spese inderogabili: mangiare, vestirsi, pagare il mutuo. Né furbetti, né evasori, insomma, ma solo cittadini in difficoltà.
È di questa opinione il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi quando guarda al bilancio comunale e a quel milione e 300.000 euro che mancano all’appello alle voci Ici e Tarsu per gli anni passati.
«Sono tanti i motivi per i quali la gente non paga le tasse – spiega il primo cittadino – Ci sono quelli che non vogliono pagare, è vero. Ma c’è anche chi ha perso il lavoro, chi ha attraversato un momento di difficoltà, chi ha perso la casa».
Il sindaco parte da una considerazione. «I cittadini tra i 14 e i 64 anni sono circa 70.000 – spiega il sindaco, questa volta vestendo i panni del presidente della Provincia – Di questi 70.000 ne lavorano circa 40.000; il resto sono disoccupati. Secondo i dati dell’Irpet, in provincia abbiamo un divario di 18.000 persone inoccupate rispetto alla media nazionale. E questo incide anche sul versamento delle tasse».
Il quadro, però, non è tutto a tinte fosche. Come spiega il dirigente del settore Tributi e Provveditorato del Comune, Nazario Festeggiato. «Io continuo a sorprendermi della disponibilità dei contribuenti grossetani – spiega Festeggiato – Nonostante il boom delle tariffe negli ultimi due, tre anni, rileviamo una percentuale di incasso delle tasse altissima. Ad esempio nel 2014 ben il 93 per cento dei contribuenti ha pagato la tassa sui rifiuti. È davvero encomiabile vedere come, tra mille difficoltà, abbiamo un bacino di utenza che rispetta le istituzioni». (f.f.)
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