Il Tirreno

Grosseto

Il Comune a caccia di 1,3 milioni di euro

di Francesca Ferri
Il Comune a caccia di 1,3 milioni di euro

Un tesoretto manca all’appello nelle casse dell’ente. Che dà mandato a Equitalia di recuperare Ici e Tarsu non versate

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GROSSETO. Quasi un milione di euro di Ici e poco meno di 400.000 euro di Tarsu.Le due sigle sono ormai archiviate già da qualche anno, ma c’è uno zoccolo di contribuenti, in città, che ancora non ha pagato queste tasse.

E così il Comune di Grosseto si è dovuto attrezzare e, dopo aver mandato gli avvisi di sollecito, visto che una parte dei cittadini non ha risposto all’appello, con una determina dirigenziale dello scorso 12 febbraio ha inviato le pratiche a Equitalia per la riscossione coatta. Nei prossimi mesi, dunque, sono in partenza cartelle esattoriali per un totale di oltre 1,3 milioni di euro, soldi che l’ente cercherà di riacciuffare e riconsegnare alle proprie casse.

Per quanto riguarda l’Ici, si tratta di 1.954 partite iscritte a ruolo relative ad avvisi di accertamento emessi nel quinquennio 2010-2014 e relativi agli anni d’imposta 2008-2011 e che ammontavano in tutto a 964.084 euro. Questa cifra comprende imposta, sanzioni per il ritardo del pagamento, interessi, spese giudiziarie e di notifica.

Statisticamente, spiegano dal servizio Tributi del Comune di Grosseto, una volta che l’ente invia gli avvisi – che sono la prima sollecitazione – circa il 40 per cento viene pagato la scadenza dei sessanta giorni. Il resto, invece, rimane non riscosso ed è a quel punto che la partita passa dalle mani del Comune a quelle di Equitalia, società incaricata del recupero.

Sempre per l’Ici gli accertamenti – in quel quinquennio – si sono aggirati sui 450 all’anno (per la precisione, riporta la determina, sono stati 460 nel 2010, 473 nel 2011, 467 nel 2012, 428 nel 2013, 441 nel 2014).

L’anno scorso invece sono un po’ diminuiti, fermandosi a quota 367, una flessione fisiologica e destinata a proseguire, spiegano sempre dal Comune, poiché nel 2011 l’Ici è “morta” ed è stata sostituita dall’Imu che è entrata in vigore l’anno successivo.

Il credito verso chi non ha pagato l’Ici accertato in questo quinquennio è di poco superiore a quello accertato tra il 2010 e il 2013, ovvero 902.910 euro.

Sul fronte Tarsu, sempre il 12 febbraio il servizio Tributi del Comune ha approvato ruoli coattivi per 373.904 euro per accertamenti sulla tassa sui rifiuti emessi nel 2013 relativi agli anni 2007-2011.

Solo nel triennio 2008-2010 erano stati inviati oltre 3.800 avvisi, per un gettito complessivo di oltre 700.000 euro.

Gli avvisi hanno avuto il loro effetto, tanto che quasi la metà della cifra è poi rientrata nelle casse comunali. Restano però ancora quasi 400.000 euro da incassare e, visto che la prima sollecitazione non ha funzionato, adesso il compito di recuperare queste tasse non versate spetta a Equitalia.

Una curiosità. Recuperare queste somme ha un costo, non solo in termini di impegno del personale comunale, a cui spetta il primo sollecito (quello degli accertamenti).

Quando il primo sollecito viene ignorato, per gli 007 della riscossione, ovvero Equitalia, il Comune di Grosseto – come ogni ente pubblico – deve pagare e, in questo caso, il Municipio ha già messo in bilancio 9.600 euro circa per andare a caccia dei 964.084 euro di Ici e 3.700 circa per recuperare i 373.904 euro di Tarsu.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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