Attenzione
I pescatori sul piede di guerra
No a balzelli e divieti: un documento consegnato all’onorevole Sani
MONTE ARGENTARIO. «Rifiutiamo di essere additati come i responsabili della diminuzione delle risorse ittiche».
I pescatori della Costa d’Argento, riunitisi ieri a Porto Ercole nell’ex scuola elementare sul lungomare Andrea Doria, si oppongono a una legge al vaglio del Parlamento che prevede, tra le altre cose, il divieto della pesca col palamito e l’inserimento di una tassa per la pesca sportiva. «Ci sono certamente strade diverse da percorrere - dicono le associazioni della zona durante il convegno - Per esempio si potrebbe diminuire la pesca al palamito in base al periodo dell’anno o ridurre il numero di ami senza però eliminare questa pratica, che fa parte della cultura legata al mare e non sciupa i fondali. Per quanto riguarda la tassa, invece, noi non siamo contrari, ma chiediamo che sia reindirizzata per alimentare le risorse della fauna marina. Ma non solo, perché si potrebbe anche distribuire per dare un contributo agli organi di vigilanza del mare per garantire la sua tutela. Adesso invece, è indirizzata al 60% per il fermo biologico, il 30% per l’itticoltura e solo il 10% per la pesca sportiva». In Italia sono presenti 4 milioni di pescatori sportivi, mentre la tassa porterà alle casse dello Stato circa 100 milioni di euro. I pescatori, durante il convegno, hanno anche consegnato un documento all’onorevole Luca Sani, presidente della 13ª commissione in tema di interventi nel settore ittico, con il fine di rivedere un decreto che, secondo loro, «è sbagliato nel merito e nel metodo». «La legge è ancora rivedibile - sottolinea Sani - Se le persone si mobilitano c’è sempre un motivo valido, poi le istituzioni si devono confrontare per capire se le cose che sono state previste vanno bene o hanno contraddizioni. Sono qui per ascoltare e per capire se ci sono le condizioni utili per migliorare la legge il cui esame è già in corso, mentre a fase emendativa di competenza della commissione è già chiusa. Una volta che va in aula dovremo vedere cosa potrà fare il relatore della legge prima che il provvedimento sarà discusso».
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