Il Tirreno

Grosseto

De Pietro ai vertici della CrF

di Gabriele Baldanzi
De Pietro ai vertici della CrF

Il professore rappresenterà il Comune di Grosseto nel comitato di indirizzo della banca

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GROSSETO. È cosa fatta la nomina del professor Alfonso De Pietro nel comitato di indirizzo della Cassa di Risparmio di Firenze (organismo strategico della Fondazione Carifi, gruppo Intesa), anche se l’interessato – sentito ieri sera – non ha ancora ricevuto una comunicazione ufficiale. Non nega, però, che il suo nome, per questo incarico che dipende dal Comune di Grosseto, sia circolato nelle stanze della politica. «So soltanto – dice – che un paio di settimane fa mi è stato chiesto di presentare il curriculum e di dare la disponibilità a rappresentare il territorio a Firenze».

Alfonso De Pietro aggiunge poi di non essere iscritto ad alcun partito. Ci pensa invece il primo cittadino di Grosseto Emilio Bonifazi a confermare l’operazione.

«Ho già inviato ai vertici della banca e al professor Umberto Tombari la designazione del rappresentante del Comune di Grosseto – dice Bonifazi – Nella missiva, sì, faccio il nome di De Pietro. Siamo già in ritardo rispetto ai tempi e per due volte abbiamo ricevuto sollecitazioni. Alla fine ho deciso io, altrimenti si rischiava di non fare sintesi e di perdere il treno. Mi assumo la responsabilità della scelta, che è in linea con quelle fatte per Coseca e Rama, cioè profili alti e persone di qualità fuori dai partiti».

Prima del professor De Pietro, era stato Giovanni Lamioni, per dieci anni, a rappresentare il Comune di Grosseto nel Comitato della banca fiorentina. Con buoni risultati per il territorio. Lo sottolinea lo stesso Bonifazi: «Lamioni, e prima ancora il professor Giovanni Marini, sono state figure che hanno portato onore a Grosseto. Hanno lavorato molto e bene per sostenere progetti significativi. A Lamioni ho scritto una lettera di ringraziamento e, se non fosse stato per i due mandati già svolti (il terzo non è previsto), probabilmente lo avremmo riconfermato. È stato sempre puntuale nelle comunicazioni, nel coinvolgerci, nello spiegare certe scelte, mostrando di saper interloquire con tutti, a prescindere dalle appartenenze. Ecco, sono convinto che le stesse doti le mostrerà Alfonso De Pietro».

Quello che va a occupare De Pietro è un ruolo di primo piano, sul quale c’erano degli appetiti, inutile negarlo. In questa fase di radicalizzazione dello scontro all’interno del partito di maggioranza, ne esce una figura terza e indipendente. Fu con il sindaco Alessandro Antichi, una quindicina di anni fa – lo ricordiamo – che Grosseto decise di entrare nell’Ente Cassa. Prima scegliendo come rappresentante il professor Giovanni Marini e poi, dai primi mesi del 2006 (indicazione del prosindaco Gabriele Bellettini), puntando su Gianni Lamioni, confermato nel 2011 da Bonifazi. Sia Lamioni che Marini in passato si sono impegnati a fondo per riuscire a portare in Maremma sponsorizzazioni per attività culturali, progetti di riqualificazione, soldi da investire nelle scuole e nell’associazionismo. Per il successore, dunque, un’eredità non facile da gestire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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