Il Tirreno

Grosseto

Galeotti deve risarcire l’Unione

di Pierluigi Sposato
Galeotti deve risarcire l’Unione

Diffamazione a mezzo web, l’esponente di Massa Comune condannato anche a pagare tremila euro

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA. Una condanna, un’assoluzione e un rinvio per il terzo fascicolo. Giornata campale ieri in Tribunale per l’architetto massetano Gabriele Galeotti, esponente di Massa Comune, imputato per diffamazione a mezzo web - sito www.palazzodellabbondanza.it - in tre procedimenti diversi.

La condanna riguarda un testo ritenuto denigratorio dall’allora Comunità montana delle Colline metallifere - adesso Unione dei Comuni - e dal suo presidente Giancarlo Zago (querele del febbraio 2011). «Città di Zag... abria, uno stato indipentente... Assumono chi pare loro facendo concorsi truccati», c’era scritto tra l’altro. Il processo si è svolto con il rito abbreviato. Il viceprocuratore onorario Fidelia Dompetrini ha chiesto la condanna a 9 mesi. Il giudice Giovanni Puliatti ha ritenuto equa una multa di 1.800 euro, stabilendo anche 3.000 euro di risarcimento per l’ente, costituitosi parte civile con l’avvocato Valacchi (in aula Vannetti), cui vanno anche 1.700 euro di spese. Galeotti, difeso dall’avvocato Federica Occhioni, dovrà attendere 45 giorni per conoscere le motivazioni e quindi presentare appello.

Assoluzione per non aver commesso il fatto, invece, per un altro fascicolo intestato a Galeotti, questo nato da una querela di Isabella Bolognini, che nel 2011era assessore e consigliere di Massa Democratica («Iperbella, come ha fatto a essere assunta?»). Anche in questo caso l’accusa aveva chiesto la condanna a 9 mesi. Anche in questo caso il giudice ha preso 45 giorni per le motivazioni.

Il terzo fascicolo, invece, non è sfociato in alcuna decisione - se non in quella del rinvio dell’udienza. Qui la questione è più articolata: quattro pagine di imputazione, sei episodi di diffamazione. Tre le persone che si sono costituite parte civile: gli architetti Andrea Pistolesi, Piero Pettini (avvocato Santi Laurini sostituito da Dragotta) e Lucia Gracili (avvocato Bella). Una quarta, Riccardo Rapezzi, è solo persona offesa. L’avvocato Occhioni ha avanzato alcune eccezioni sul capo di imputazione: ha chiesto la continuazione tra le sei contestazioni, visto che il «disegno criminoso» sarebbe unico; ha evidenziato che Galeotti era già stato giudicato per l’ultima di queste, risalente al febbraio 2011, con un patteggiamento; ha notato un errore nel capo di imputazione. Sul “ne bis in idem” e la continuazione, il giudice si pronuncerà all’esito del dibattimento. Ci sarà da accertare anche la data delle querele, visto che la difesa contesta la tempestività. Sull’errore contenuto nell’imputazione, invece, la Procura dovrà intervenire subito, già alla prossima udienza fra meno di un mese. Quale errore? Nell’imputazione, una delle parti offese è chiamata “Lucia Robusti” (invece che Lucia Gracili): Robusti è uno pseudonimo, lo stesso che Galeotti ha usato nell’articolo sul sito per riferirsi all’architetto. Quello pseudonimo è trasfuso nell’imputazione. Così come Pistolesi è identificabile, secondo l’accusa, nel nome “Revolver” (e altrove “Pistolini”) e come Pettini in “Spazzole” (altrove Pettesi). Il contesto è quello delle nomine per il regolamento urbanistico, per il quale Galeotti è accusato anche di aver inviato una mail all’Ordine, ritenuta diffamatoria, a nome di Massa Comune.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web