Lutto
«Fari gigliesi, l’auspicio è che siano valorizzati al meglio»
ISOLA DEL GIGLIO. Quale futuro avranno i fari gigliesi? L’auspicio di Slow Food è che chi se li aggiudica (l’iter ministeriale è in corso) adotti progetti di valorizzazione «per ripristinare le...
ISOLA DEL GIGLIO. Quale futuro avranno i fari gigliesi? L’auspicio di Slow Food è che chi se li aggiudica (l’iter ministeriale è in corso) adotti progetti di valorizzazione «per ripristinare le antiche colture e salvaguardare l’integrità del paesaggio».
Con il Progetto Valore Italia fari - dice la condotta Slow Food di Isola del Giglio e Giannutri - il Ministero della Difesa assegnerà i fari Capelrosso e Fenaio due importanti strutture immerse nel magnifico paesaggio non antropizzato dell’isola. Dei due, il faro di Capelrosso è anche inserito nel Parco dell’arcipelago toscano, mentre le aree dove sono ubicati le strutture da sempre sono lavorate a vigneti e orti i cui frutti hanno permesso la sopravvivenza delle comunità che hanno abitato l’isola da oltre due millenni. I territori sono scrigni di biodiversità, testimoni della capacità contadina di adattare i terreni alle culture, basti guardare il reticolo di greppe, capannelli, forni e fonti che hanno permesso un’autosufficienza alimentare con prodotti di grande eccellenza. Nel nostro tempo, in cui serve ripristinare la produzione di cibo buono e pulito, i fari rappresentano un’opportunità per rilanciare antiche pratiche, farne sedi di progetti per recuperare coltivazioni ormai perdute, valorizzarle con laboratori di cucina e corsi per istruire giovani utilizzando le esperienze di anziani e di Università che studiano con tecniche moderne nuove forme di coltivazione, diventare anche un luogo di incontro e di confronto con esperienze di altre isole (ricordiamo che esiste in proposito un Progetto Slow Food chiamato Isole Slow). Inoltre i due fari, usati a tale scopo, potrebbero promuovere un turismo di grande eccellenza. Il Parco dell’arcipelago toscano, le associazioni ambientaliste e le Università insieme all’amministrazione comunale dovranno essere presenti per garantire la salvaguardia di questi autentici capisaldi della bellezza e della qualità del vivere. La condotta Slow Food si augura che gli aggiudicatari adottino progetti di valorizzazione per ripristinare antiche colture e salvaguardare il paesaggio».
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