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Auto rubata lasciata nel canale

Auto rubata lasciata nel canale

La rabbia degli abitanti: «Viaggiano sulla ciclabile per non farsi scoprire»

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GROSSETO. Era presto ieri mattina quando i vigili del fuoco hanno ricevuto una segnalazione: nel canale San Rocco, vicino alle Strillaie, c’era una Fiat Panda rovesciata su un fianco, dal lato del conducente. Chi ha visto quella vecchia vettura ha temuto che ci fosse qualcuno ancora incastrato nell’abitacolo. Ma quando i vigili del fuoco sono arrivati sul canale non hanno trovato nessuno. Insieme ai pompieri sono intervenuti anche gli agenti della polizia municipale.

È bastata una breve ricerca per capire che quell’auto era stata rubata la notte prima a Grosseto ed era poi stata abbandonata dopo averla fatta scivolare nel canale. Ma come hanno fatto i ladri ad arrivare fin lì?. «Non ci sono passaggi a quest’altezza - dice Alfiero Pieraccini, che abita poco lontano dal luogo nel quale è stata trovata la vettura - e sicuramente chi è arrivato fino al canale ha percorso un tratto della pista ciclabile. È una cosa che capita spesso qui». Servirsi della viabilità “alternativa” insomma, passando da un tratto di strada che è riservato alle biciclette e a chi vuole fare una passeggiata a piedi. Certo, di notte e in questa stagione è difficile trovare ciclisti, ma le auto dalla pista ciclabile proprio non dovrebbero passarci. «Eppure capita spesso - aggiunge Pieraccini - soprattutto la notte. Auto rubate e ladri passano da qui a fari spenti per non farsi vedere dalle forze dell’ordine».

Pieraccini, ieri mattina, dopo che era stata ritrovata quell’auto che è stata tirata su dal canale grazie al lavoro dei vigili del fuoco, è andato a salutare il suo vicino di casa, Bruno Poeti, l’ex agente che ha sparato due settimane fa a un ladro che era entrato nel suo podere. «Abbiamo paura - dice ancora Pieraccini - quello che è successo a Bruno è indicativo di un clima che non ci fa vivere sereni. Noi il giorno andiamo a lavorare e la notte vorremmo dormire. Loro, i ladri, fanno il contrario».

Pieraccini racconta una situazione, quella che si vive nella zona del Querciolo, che è simile a molte altre parti della città. «Non dico certo che qua è peggio che in città - spiega Pieraccini - ma ormai siamo sotto attacco quasi ogni sera. Per Bruno abbiamo già raccolto un po’ di soldi, perché non sta bene e deve affrontare un processo. Siamo a 400 euro in totale. Ma la paura che vive anche Poeti non può essere cancellata da nulla, nemmeno dalla nostra vicinanza». (f.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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