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Ospedale di Pitigliano, Cgil: più assistenza

Ospedale di Pitigliano, Cgil: più assistenza

PITIGLIANO. Non c’è solo l’assenza del medico a bordo dell’ambulanza. Il problema dell’ospedale di Pitigliano è che «non risponde in pieno a bisogni e necessità» della popolazione. Lo dice la Lega...

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PITIGLIANO. Non c’è solo l’assenza del medico a bordo dell’ambulanza. Il problema dell’ospedale di Pitigliano è che «non risponde in pieno a bisogni e necessità» della popolazione. Lo dice la Lega Spi-Cgil delle Colline del Fiora (Sorano, Pitigliano e Manciano) che nei giorni scorsi si è riunita in assemblea alla presenza dei segretrai provinciali Santi Dragoni e Lorenzo Centenari, per la consultazione straordinaria di iscritti che la Cgil effettua in tutto il Paese sulla proposta di Nuova carta dei diritti universali del lavoro.

L’assemblea è stata ben partecipata, dice in una nota la Cgil, e la discussione ha toccato anche argomenti locali, a partire dalla sanità.

In riferimento al recente incontro tra sindaci e Asl, al quale le organizzazioni sindacali non sono state invitate, dice con disappunto la Cgil, «a giudizio delle iscritte e degli iscritti allo Spi-Cgil è stata utilizzata una eccessiva enfasi che mal si addice alle problematiche presenti e latenti, soprattutto in riferimento alla missione dell’attuale ospedale di Pitigliano – spiega il sindacato – Non si tratta solo dell’assenza del medico a bordo ambulanza per il 118, che ormai è un problema decennale. A nostro giudizio, considerando la popolazione e la sua stratificazione, l’attuale ospedale, anche con gli impegni assunti nell’ultimo incontro, non risponde in pieno ai loro bisogni e necessità».

La proposta dello Spi-Cgil è quella di potenziare «veramente» la medicina integrata, con «letti con decubito a sufficienza, rispetto a un progetto di agopuntura che può rappresentare un fiore all’occhiello, ma rischia di non rispondere a quei bisogni che noi avvertiamo – dice lo Spi-Cgil – che si riferiscono a persone anziane, spesso disabili, con frequenti malattie degenerative e spesso croniche. Condividiamo la necessità di investimenti qualitativi nell’ospedale, accompagnati però da una adeguata politica socio assistenziale sul territorio. Riteniamo che su queste questioni sarebbe opportuno un confronto tra Usl e sindacato, a partire dalla applicazione della delibera 1235 su liste attesa, casa della salute e cure odontoiatriche, anche con chi, come lo Spi-Cgil, rappresenta quei bisogni, con lo scopo di evitare che alla costituzione della nuova Usl non corrisponda un’ulteriore marginalizzazione per un territorio periferico come il nostro».

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