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Miss e polemiche, parla Lobianco «Mi hanno stancato, me ne vado»

di Paola Villani
Miss e polemiche, parla Lobianco «Mi hanno stancato, me ne vado»

Carnevale di Follonica, è ancora bufera sull’assegnazione della fascia alla reginetta del rione Chiesa Il presidente è pronto a lasciare: «Se il clima è questo, non festeggerò neppure il Cinquantesimo»

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FOLLONICA. Si preannuncia dirompente l’effetto della bagarre sulla votazione delle reginette del Carnevale di Follonica: il presidente dell’organizzazione della gran kermesse Domenico Lobianco è pronto a lasciare la guida del comitato subito dopo l’ultima sfilata. Le polemiche scaturite da un video, dove si notano chiacchierare due ex reginette sul palco con le giurate chiamate a valutare le otto miss in gara, hanno fatto arrabbiare molto Lobianco. Lui dice che le due miss del passato non dovevano stare lì, ma al contempo non vede “malizia” nel loro atteggiamento, né pensa che i giudici possano essere stati influenzati. Ecco che cosa ci ha dichiarato mentre ancora infuriano le polemiche sulla votazione che ha incoronato Desireé Stanghellini, reginetta del rione Chiesa.

Presidente, resta la fiducia sulle tre persone chiamate a valutare le miss?

«Conosco personalmente le tre giurate e sulla loro serietà potrei mettere la mano sul fuoco. Non credo che l’intervento delle due ragazze possa aver modificato le loro valutazioni, anzi, ne sono certo. Allora anche io quando chiamo le persone a far parte della giuria potrei influire sui giudizi che poi verranno dati; ad esempio, potrei dire: “Votate lei o quel carro”, no? Eppure non lo faccio e non l’ho mai fatto perché sono convinto che manipolare qualcuno sia un atteggiamento deprecabile. Non sono legato a nessun rione: che vinca uno o l’altro per me è la stessa, identica, cosa. Tra l’altro stamattina (ieri per chi legge) ho chiamato le tre giurate e mi hanno spiegato che le due ex reginette hanno semplicemente detto loro di inserire le votazioni nelle buste, una volta conclusi i giudizi».

Le due miss del passato potevano stare sul palco?

«Questo no: è chiaro. Se ci fossi stato io, non sarebbero salite, ma io ero a casa malato e gli altri componenti del comitato sono stati molto indaffarati a seguire tutto l’andamento del Carnevale: la mia non è vuole assolutamente essere una critica al loro operato, anzi, sono collaboratori eccezionali. Se però io fossi stato sul palco, non avrei fatto avvicinare le due ex reginette alla giuria. E avrei ritirato personalmente le schede della votazione per poi andare al Piccolo Mondo, insieme ai presidenti, a fare lo spoglio. È stata una distrazione, nulla di più: capisco che i componenti dei rioni abbiano voglia di vincere dopo mesi e mesi di lavoro, basti pensare che alcuni prendono le ferie per poter lavorare al carro, ma ciò non autorizza nessuno a pretendere di avere ragione. Di otto reginette ne vince una: è così oggi, come lo era in passato».

E per quanto riguarda le sue dimissioni, cosa ci può dire?

«In tutta sincerità, le mie condizioni di salute non sono più quelle di prima (Lobianco ha avuto un infarto pochi mesi fa proprio mentre accompagnava un carro nel suo capannone ndr). Mi stanco più facilmente, e devo avere uno stile di vita diverso... più “calmo”. Se avessero reso la mia presidenza tranquilla, allora avrei continuato a seguire il Carnevale anche il prossimo anno, quando si festeggerà il Cinquantesimo compleanno della manifestazione. Avrei anche atteso l’inaugurazione della Cittadella, ma se devo contrastare persone che accendono polemiche pretestuose, per di più in questo caso fatte da un presidente rionale (Lobianco si riferisce al rione Pratoranieri ndr), allora mi chiamo fuori. Sono legato al Carnevale, mi piace molto fare quello che faccio, ma se la presidenza deve rovinarmi l’umore e la salute allora meglio lasciar spazio ad altri. Magari arriverà al mio posto un giovane che saprà come migliorare l’evento e quindi potrà essere anche un fatto positivo».

Insomma, presidente, dopo l’ultima sfilata lascerà o no?

«Credo proprio di sì».

E se la sua idea non cambierà nei prossimi giorni, il Comitato dovrà allora cercare davvero un nuovo presidente. Non sarà certo un’impresa semplice.

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