Sicurezza
Mascagni su Marina «Non bastano eventi spot»
L’avvocato candidato alle primarie del centrosinistra: «Ponte sul canale e servizi a terra subito, gli slogan vanno sostituiti con impegni da mantenere»
GROSSETO. Il traguardo del 6 marzo si avvicina e i due candidati per le primarie della coalizione di centrosinistra accelerano in vista della volata finale. Il duello fra Lorenzo Mascagni e Paolo Borghi (entrambi del Pd) è e resta pacatissimo, attento a evitare di sottolineare con riferimenti diretti le differenti visioni programmatiche. Ora però Lorenzo Mascagni sembra voler marcare un punto sul quale il suo progetto è molto distante, da quello di Borghi.
“Crescere sul mare e non verso il mare” è il titolo-sintesi dell’intervento dell’avvocato, che – in materia di urbanistica – pare una risposta a quanto sul tema aveva proposto una settimana fa Borghi, ovverosia una nuova disciplina del territorio aperto per agevolare nuove fabbricazioni nelle campagne; ma soprattutto una critica alla gestione dell’attuale vicesindaco degli eventi sportivi a Marina di Grosseto.
«Grosseto può davvero prendere il largo guardando al mare», dice Mascagni. «Lo sviluppo passa anche e soprattutto da un’economia marittima che però ha bisogno di scelte chiare. L’esperienza dei mondiali di vela è stata un’occasione positiva, ma va resa una prospettiva strutturata e stabile nel tempo, dando valore effettivo alla scuola di vela che in altre località rivierasche è da tempo un mezzo efficace per far conoscere il mare soprattutto ai ragazzi. I grandi eventi sono lo strumento per aumentare la visibilità di un luogo, per dimostrare capacità organizzative, ma restano fini a se stessi se non costituiscono base e humus per rafforzare le strutture stabili e crearne di nuove. Crescere sul mare, dunque, non verso il mare».
Mascagni esplicita il bersaglio («Gli slogan, gli spot e le visioni urbanistiche irreali devono essere sostituite con attività precise, impegni da mantenere») e indica le sue priorità: «Il ponte sul canale è una priorità, troppi sono stati i ritardi, e i rinvii non sono più giustificabili per la vita e il futuro di Marina e di Grosseto. Il ponte sul canale San Rocco va fatto e si farà. Il diportismo e la nautica sociale sono il cuore vitale a cui dare spazi e fiducia, promuovere con decisione dopo che per troppo tempo hanno atteso risposte finora troppo timide mentre c’è bisogno che siano sostenute. Lo stesso vale per i servizi a terra, altrettanto decisivi per rafforzare il comparto della nautica da diporto. C’è un’economia turistica che può irrobustirsi e quel che il Comune può fare ha il dovere di farlo e in tempi veloci. Il porto da solo non basta: è stato una risposta importante, ma non possiamo accontentarci. Marina non è solo porto».
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