Il Tirreno

Grosseto

Illeciti a Manciano, ci sono 48 indagati

di Pierluigi Sposato
Illeciti a Manciano, ci sono 48 indagati

Dall’abuso d’ufficio agli abusi edilizi in zona agricola: la Procura contesta violazioni anche per le case per i disabili

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MANCIANO. Gli indagati sono ben 48. Dipendenti pubblici, liberi professionisti, impresari, proprietari di immobili. Tutti coinvolti a vario titolo nella maxi inchiesta avviata nel 2009 dall’allora sostituto procuratore Stefano Pizza ed ereditata dal collega Marco Nassi. Abuso d’ufficio, falso, abuso edilizio, sono le ipotesi di reato contestate nell’avviso di fine indagini, in fase di recapito in questi giorni da parte della Procura della repubblica.

In sintesi (i capi di imputazione sono 70 - ogni episodio comporta però più contestazioni), l’indagine riguarda la presunta violazione degli strumenti urbanistici per consentire interventi edilizi in zona agricola, molti dei quali per la realizzazione di vani destinati a disabili: nuove costruzioni, ampliamenti e variazioni d’uso, con trasformazione urbanistica del territorio agricolo. Era stata presentata la Dia, sarebbe servito il permesso per costruire vista la mancanza di piani attuativi. Anche i permessi per costruire e le relative varianti non risulterebbero regolari. Sarebbe stata violata la legge regionale 1 del 2005 (che consente adeguamenti ma non trasformazioni consistenti). Ne sono interessati annessi agricoli, come porcili, pollai, magazzini e stalle, ma anche seminterrati, porzioni di centrali energetiche, ripostigli. Ne erano stati ricavati camere e cucine ma anche bagni e palestre, come pure garage, pergolati e portici. Vani di superifici e volumetrie varie.

Le misurazioni della Procura avrebbero dimostrato in alcuni casi anche una difformità nello spessore dei muri e delle altezze. In alcune circostanze erano intervenuti i sequestri. Per talune costruzioni, la magistratura contesta la mancata produzione del Durc prima dell’inizio dei lavori e ciò avrebbe impedito l’apertura del cantiere.

Il “cuore” dell’inchiesta risale al 2009 ma le contestazioni sono relative a interventi accertati dal 2007, molto indietro nel tempo quindi, alla fine del 2011. Era stata la polizia municipale della sezione di polizia giudiziaria della Procura a condurre gli accertamenti.

I proprietari avrebbero ottenuto un vantaggio ingiusto, cioè l’edificazione abusiva di un’abitazione in zona agricola. Ciò sarebbe avvenuto in concorso con i dirigenti e funzionari comunali, che avrebbero rilasciato i titoli ritenuti illegittimi o comunque non avrebbero vigilato sull’attività urbanistico-edilizia, e con i tecnici che avrebbero dichiarato una situazione non ammissibile dagli strumenti urbanistici; per questi ultimi sussiste anche la contestazione di falso ideologico in certificati. In un caso, il funzionario comunale è coniuge del richiedente e avrebbe dovuto astenersi, secondo l’imputazione provvisoria formulata; ancora, lo stesso dipendente comunale deve rispondere di un’ulteriore ipotesi di abuso d’ufficio perché avrebbe suggerito ai proprietari di presentare la richiesta in sanatoria garantendo che sarebbe stata accolta e quindi accordandosi con il progettista.

In un caso, l’edificio trasformato è in paese, a Manciano, e la normativa per la zona agricola non è quindi interessata. In un altro caso sono coindagati per gli abusi edilizi due impresari titolari della ditta che eseguì i lavori.

Come di prassi in questi casi, gli indagati hanno la possibilità di farsi interrogare o presentare memorie, entro i venti giorni dalle notifiche dell’avviso. Poi il dottor Nassi deciderà come portare avanti il fascicolo.

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