Toscana
Guasto sul treno, pendolari prigionieri per trenta minuti
Improvviso blackout sul convoglio che sarebbe dovuto partire alle 6.57 dalla stazione di Grosseto. I passeggeri per farsi "liberare" hanno dovuto affacciarsi al finestrino e attirare l'attenzione di un capotreno. Infuriati, scriveranno a Ferrovie dello Stato
GROSSETO. «Siamo rimasti prigionieri del treno per quasi mezz'ora. Nessuno ci apriva, nessuno ci diceva niente». Brutta avventura per i pendolari del regionale veloce 3130 che sarebbe dovuto partire alle 6.57 dalla stazione di Grosseto. Lo raccontano loro stessi, infuriati, non comprendendo nemmeno il motivo per il quale le porte siano rimaste chiuse così a lungo.
«Abbiamo intuito che c'è stato un blackout perché le luci del treno si sono improvvisamente spente. Il treno non partiva. Le porte erano chiuse. Nessuno poteva scendere né salire». Minuti di sgomento. «L'altoparlante era muto. Ci siamo dovuti poi affacciare al finestrino e chiedere l'intervento di un capotreno che passava. Ci ha aperto manualmente una porta, siamo scesi tutti da lì. Erano le 7.20».
Decine di persone che nel frattempo avevano avvertito i luoghi di lavoro del ritardo. «Siamo saliti sul regionale che sarebbe dovuto partire alle 7.09 e che ci ha aspettato. Sappiamo che il regionale veloce poi è stato riparato e chi doveva andare a Firenze lo ha ripreso a Campiglia».
Altre volte quello stesso regionale è stato soppresso, raccontano i pendolari, i quali lamentano anche di non aver potuto scegliere in quei minuti un altro mezzo di trasporto. «I ritardi sono all'ordine del giorno, negli ultimi anni sarà successo una trentina di volte. Dieci minuti, mezz'ora, anche quando torniamo da Follonica. Ma non finisce qui: siamo d'accordo per scrivere una lettera alle Ferrovie».
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