Il Tirreno

Grosseto

Faenzi: «Non era a norma. Io l’avevo detto»

Faenzi: «Non era a norma. Io l’avevo detto»

Arriva quasi immediata la reazione di Monica Faenzi alla notizia degli avvisi di garanzia inviati dalla Procura di Grosseto agli indirizzi della Solmine di Scarlino. È una requisitoria dura e una...

2 MINUTI DI LETTURA





Arriva quasi immediata la reazione di Monica Faenzi alla notizia degli avvisi di garanzia inviati dalla Procura di Grosseto agli indirizzi della Solmine di Scarlino.

È una requisitoria dura e una ricostruzione dettagliata di quante volte negli anni avrebbe sollecitato – «Insieme agli amici e ai colleghi consiglieri» dice – di accendere i riflettori sull’azienda.

«Durante la mia campagna elettorale – interviene Monica Faenzi (nella foto) parlamentare e consigliera comunale di Scarlino – avevo più volte denunciato la situazione della zona industriale situata nella piana del Casone a Scarlino perché mi ero studiata l’autorizzazione integrata ambientale ed avevo visto che molte norme non erano state adempiute».

La Faenzi entra dunque nel merito: «L’avviso di garanzia inviato dalla Procura di Grosseto all’azienda, siamo nell’ambito dell’inchiesta sulle emissioni di anidride solforosa oltre i limiti consentiti, dimostra che le preoccupazioni più volte espresse dal nostro gruppo non erano peregrine – scrive in una nota la consigliera – Insieme agli amici e ai colleghi consiglieri, avevamo infatti dichiarato che l’azienda chimica non era a norma, in quanto non rispettava i parametri previsti delle emissioni in atmosfera, non avendo provveduto agli investimenti necessari per adempiere alle prescrizioni».

«Aggiungo inoltre – continua Faenzi – che il previsto piano di sicurezza esterno, obbligatorio per le aziende soggette a rischio incidente rilevante, era per la Nuova Solmine, oramai superato e risalente agli ’90, in quanto mai aggiornato. Solo dopo le nostre sollecitazioni è iniziato il lungo iter di adeguamento. Evidentemente era questa la ragione per cui fui oggetto in campagna elettorale di pesanti attacchi da parte dell’amministratore delegato dell’azienda che, in un articolo di stampa, invitò i cittadini a non votarmi. Ci chiediamo però adesso, anche a seguito della nuova indagine della magistratura, quali danni alla salute dei cittadini coinvolti, all’ambiente e al territorio, abbia procurato il superamento dei limiti di anidride solforosa e ossidi di azoto in quantità doppia rispetto alla soglia consentita». (g.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa