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Surf, un sogno lungo tutto l’anno

Surf, un sogno lungo tutto l’anno

Dal 1987 Picchianti e Berti coltivano anche d’inverno la passione per questo sport

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STEFANO. Il mare delle Cannelle come quello delle Hawaii. Il surf, all’Argentario, è roba per pochi: una disciplina di nicchia andata nel corso degli anni sempre più in ribasso come numero di presenze nelle acque del promontorio. Dalla fine degli anni ’80 c’è stata una crescita esponenziale tra i giovani argentarini, diventando quasi una moda andata però pian piano spegnendosi nel corso del tempo.

Adesso sono rimasti in pochi a cavalcare le onde delle Cannelle, lo “spot” (come viene definito in gergo) dove i surfer si recano sin dall’inizio. Tra questi ci sono Egidio Picchianti, uno degli “inventori” del surf all’Argentario, e Alessio Berti, un giovane che, con la sua tavola, gira spesso il mondo in cerca delle onde migliori, tornando però poi sempre nel suo amato mare. «Era il 1987 - racconta Egidio - quando io e Fabio Alocci ricevemmo la proposta di fare surf da due ragazzi di Roma, Massimo e Moise Navarro. Così ci procurammo delle tavole e iniziammo proprio alle Cannelle. All’inizio eravamo in quattro, poi piano piano la gente ha iniziato a vedere che si trattava di uno sport molto bello, si sta a contatto con il mare e la natura. Nel giro di qualche anno c’è stato il boom nella nostra zona, anche se molti erano occasionali. Poi è un po’ calato e adesso siamo rimasti in pochi. A volte d’inverno ci troviamo da soli, mentre d’estate siamo anche 10-15 persone, tra cui anche turisti».

Uno sport di nicchia che insegna il rispetto per l’ambiente. «E’ una filosofia di vita - spiega - e ognuno la percepisce a modo suo. Nel mondo lo chiamano lo spirito dell’acqua, soprattutto gli hawaiani: chi ha questo dentro lo fa in maniera naturale. Inoltre fa bene sia al fisico che alla mente e ti insegna anche il rispetto per il mare». Non è sempre facile trovare però le onde giuste. «Si va in base alle mareggiate - puntualizza Alessio Berti - perché in base alla direzione del mare e del vento le onde sono diverse e creano le condizioni per il surf. Alle Cannelle, per esempio, l’ideale è il mare di ponente e con vento di maestrale. Spesso i genitori sono restii a mandare i figli perché è opinione collettiva pensare che sia uno sport pericoloso e che non si può praticare d’inverno, invece è molto sicuro e si può fare tutto l’anno. All’Argentario, per esempio, abbiamo un bellissimo mare che non viene sfruttato».

Andrea Capitani

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