Il Tirreno

Grosseto

Pandora parte prima, eccezioni respinte

di Pierluigi Sposato
Pandora parte prima, eccezioni respinte

Truffa alle assicurazioni: l’udienza si terrà però soltanto a fine settembre, devono essere trascritte le intercettazioni

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GROSSETO. Pandora 1 parte. Ma ci vorranno ancora alcuni mesi prima di vedere il primo testimone in aula. Sbaragliato ieri pomeriggio il campo dalle eccezioni difensive - tutte respinte - il collegio ha fissato le date di inizio del dibattimento per il procedimento con cinquanta imputati, prima tranche (Studio Verde) della maxi inchiesta condotta dalla polizia sulla presunta truffa alle assicurazioni.

Bisognerà attendere il 28 settembre perché sieda sul banco dei testimoni il primo ufficiale di polizia giudiziaria. Il sostituto procuratore Marco Nassi ne ha convocati dieci per quel giorno. In realtà, non sarà questa la primissima data: c’è una tappa di avvicinamento, ma anche questa non immediata. L’8 giugno il Tribunale (Puliatti presidente, De Vincenzi, Muscogiuri) affiderà l’incarico per la trascrizione delle intercettazioni, sia quelle telefoniche sia quelle ambientali, sia quelle chieste dal pm, sia quelle che interessano alla difesa.

C’erano dubbi che il processo potesse partire? Sì e no. Doveva essere data risposta a vari quesiti, l’ultimo dei quali formulato dall’avvocato Cristiano Conte (nell’udienza precente di gennaio risultava mancante la sua citazione) difensore di uno dei principali imputati, il dottor Angelo Aristodemo Cavero. Pende il ricorso per Cassazione promosso dalla Procura contro il non luogo a procedere pronunciato al termine dell’udienza preliminare. A giorni si terrà l’udienza. Se la Cassazione dovesse rimettere Cavero nel processo, ha argomentato Conte, ci sarebbe da rinnovare un dibattimento eventualmente già iniziato. E così il difensore ha chiesto la sospensione del processo, per motivi di economia processuale.

Un suggerimento che ha trovato contrario il pm Nassi, che ha sostenuto comunque l’unicità e anche la “anzianità” del procedimento (tra l’altro, per un troncone è stata chiesta poco tempo fa la proroga indagini). Il magistrato si è in conclusione detto favorevole solamente nel caso in cui tutte le parti volessero rinunciare alla sospensione dei termini di prescrizione. Nel maxi vaso di Pandora ci sono varie associazioni per delinquere, ha aggiunto il sostituto procuratore, indipendenti tra di loro anche se risulta comune il metodo remunerativo vincente. E comunque il dottor Cavero ha anche contestazioni che sono sganciate dall’associazione per delinquere.

Il collegio si è ritirato per una mezz’ora, tornando con l’ordinanza che ha deciso su questa come sulle altre eccezioni rimaste in sospeso, quelle avanzate all’udienza precedente da altri difensori e che sono state raccolte per la trattazione comune. Secondo i giudici, non vi è alcuna indeterminatezza nel capo di imputazione: vi sono delle improprietà, come l’inserimento di un comma che riguarda l’associazione per delinquere con armi, come la qualificazione di pubblico ufficiale per chi è invece incaricato di pubblico servizio. «Ma non c’è equivocità».

Infondate anche le eccezioni contro le costituzioni di parte civile presentate dalle compagnie assicuratrici: i giudici non devono entrare nel merito ma solo stabilire (e in questo caso esiste) l’interesse in astratto alla costituzione.

Infondate le doglianze riferite a due imputati, Giorgio Caoletti e Antonio Sassu, per i quali secondola difesa vi sarebbe il rischio di una ripetizione di processo (bis in idem - era stato chiesto il proscioglimento): il Tribunale non ha ravvisato questa ipotesi, riscontrando comunque l’unitarietà del giudizio. E infine, i giudici sono del parere che la decisione della Cassazione per Cavero non pregiudica l’economia del processo. Insomma, si parte. A settembre ma si parte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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