Il dolore
«La Laguna è di tutti, Rossi aiutaci»
Lettera aperta al presidente della Regione per chiedere interventi immediati ma anche la creazione dell’organo di gestione
ORBETELLO. La Laguna di Orbetello è di tutti. Quando la Laguna non gode di buona salute ne risente tutto il territorio. Con questo spirito, il presidente della cooperativa I Pescatori di Orbetello, Pier Luigi Piro, oltre 10 imprese delle settore balneare, della ristorazione, dell'acquacoltura, dei campeggi e dei servizi turistici, le associazioni di categoria, Cna, Confesercenti, Federalalberghi, Confcooperative, Confartigianato, Feedercoopesca, l'associazione piscicoltori italiani e la Confcommercio, il Centro naturale di Orbetello e le rappresentazioni dei consorzi, Maremmare, associazione campeggiatori, Coopam acquacoltura, Welcome Maremma e rete imprese di Capalbio hanno scritto una lettera aperta. L’hanno indirizzata al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, agli assessori all'ambiente, Federica Fratoni e all'agricoltura, Marco Remaschi, alla sindaca di Orbetello, Monica Paffetti, al presidente della commissione regionale, Stefano Baccelli e al presidente della commissione ripresa economico sociale della Toscana Costiera, Antinio Mazzeo.
Nella lettera aperta, oltre a manifestare le preoccupazioni circa lo stato della laguna e di una situazione che «dopo il grande interesse mostrato nei momenti seguenti alla moria dei pesci dello scorso luglio sembra essere ferma al palo» hanno anche chiesto un incontro «con le istituzioni più alte a cui sono affidate le sorti della Laguna». Pier Luigi Piro, poche settimane fa aveva organizzato un incontro per coinvolgere tutti gli attori che operano intorno alla Laguna. Piro, durante il dibattito, fece presente che da analisi fatte svolgere nello specchio d'acqua orbetellano, erano emersi risultati preoccupanti che riconducevano ad una situazione non lontana da quella esistente al momento della moria dei pesci. Piro cerò di far capire che, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno, uno degli elementi per difendere il territorio e la Laguna, fosse proprio il mostrarsi uniti e arrivare a stipulare un documento condiviso che potesse essere manifesto delle esigenze di tutti. Così è stato.
«La nostra preoccupazione – scrivono nel documento – non deriva solo dalla lentezza dei lavori di manutenzione reputati necessari ma soprattutto dalla palese paralisi della governance da dare alla laguna«. A destare preoccupazione, quindi, non solo le condizioni delle idrovore che pompano acqua in laguna e che avrebbero bisogno di interventi di manutenzione per poter svolgere al meglio la loro funzione ma anche lo stallo che sembra esserci sulla creazione di questo organo, da tutti invocato ma non ancora individuato, che dovrà gestire la laguna. «Occorre accelerare tutti quei processi che – scrivono – mettano in sicurezza l'ambiente lagunare con efficaci e tempestivi ordini di servizio. Va fatto subito – tuonano – siamo già in ritardo, l'estate è alle porte».
Le imprese, le associazioni di categoria, i consorzi poi non vogliono essere meri spettatori ma vogliono anche essere parte attiva di questo sistema. «Reclamiamo un giusto e doveroso coinvolgimento nel prossimo futuro nelle decisioni da prendere sulle sorti di questo patrimonio intorno al quale gravita tutta l'economia del territorio. Questa richiesta vale non solo per la fase emergenziale ma anche in quella decisionale e strategica che servirà a mettere a regime la funzionalità e la vita biologica della laguna».
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