Il Tirreno

Grosseto

Disegnò la città di Grosseto, addio a Giovanni Romano

Francesca Ferri
L'architetto Giovanni Romano
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L'architetto Giovanni Romano

Architetto e urbanista, tra i padri del Piano Samonà, si è spento a Pisa. Intellettuale, politico e protagonista della vita cittadina, aveva 70 anni

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GROSSETO. Grosseto piange uno dei suoi padri, uno dei suoi creatori. Perché Giovanni Romano questa città e il suo territorio li ha disegnati con le sue mani di architetto e urbanista. E come Grosseto lo piangono Orbetello, Sorano, Scarlino, Campagnatico. In ognuno di questi comuni c’è la sua impronta. Giovanni Romano si è spento nel pomeriggio di ieri, 24 febbraio, a Pisa, dove abitava da tempo. Nato il 5 aprile 1945 a Firenze, si era laureato in Architettura nel 1973 e l’anno dopo aveva preso l’abilitazione.

Dopo alcuni incarichi universitari, si era trasferito nel Grossetano e, in particolare a Sorano, dove – dedicandosi sempre di più all’urbanistica – aveva contribuito a redigere il piano regolatore. Da lì, con gli anni, ha lavorato un po’ in tutta la provincia, fino ad approdare al capoluogo. Dove lo aspettava un compito molto delicato: redigere il piano regolatore generale di Grosseto.

Il suo nome è legato soprattutto a quello di Alberto Samonà. Con lui, e con l’architetto Paolo Borghi, ha disegnato l’assetto del territorio.

L’urbanistica, tuttavia, non è stato l’unico contributo che Romano ha dato alla città. Intellettuale, politico – ha militato nel Partito socialista – è stato uno dei protagonisti della vita politica della città. Da tempo malato, ha continuato comunque a lavorare.

«Giovanni Romano era prima di tutto una persona perbene – lo ricorda il giovane collega Simone Rustici che ieri ha pubblicato su Facebook un toccante ricordo del maestro e amico – Cordiale, colto, affabile, discreto, sempre pronto al dialogo e capace, come pochi, di leggere e comprendere le complessità e le diversità ovunque si presentassero. Architetto, intellettuale e prima di ogni altra cosa urbanista. Parlare di urbanistica con Giovanni voleva dire immergersi in un sapere sconfinato, sfumato, poliedrico e inaspettato. Giovanni è stato un protagonista prezioso. Per me è stato qualcosa di più. Gli devo essere grato di troppe cose. Per citarne anche una sola, basti il fatto che ho scelto di fare il suo stesso mestiere. Vorrei che questa città non lo dimenticasse. Vorrei che non lo dimenticassero gli amici, i colleghi, gli amministratori. Noi certo non ti dimenticheremo Giovanni. Buon viaggio». La famiglia non ha ancora fissato la data dei funerali.

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