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Grosseto

Cultura, la ricetta di Paolo Borghi «Partecipazione vera e sinergie»

Cultura, la ricetta di Paolo Borghi «Partecipazione vera e sinergie»

Il vicesindaco candidato alle primarie del centrosinistra presenta le sue strategie: «Valorizzare istituzioni e realtà associative, consulta e cantiere con i cittadini, agevolazioni fiscali per gli artisti»

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GROSSETO. «La cultura sarà di tutti e per tutti». Nel caso in cui vincesse le primarie di coalizione del centrosinistra e diventasse sindaco di Grosseto, Paolo Borghi promette interventi importanti in questo settore, alcuni dei quali destinati a far discutere. A cominciare da una delle questioni che più hanno tenuto banco negli ultimi quindici anni in città, ovverosia il destino della collezione Luzzetti.

Ieri il vicesindaco ha espresso la sua posizione al riguardo in una lunga, dettagliata e lettera inviata al Tirreno, marcando in più punti anche un desiderio di discontinuità rispetto a quanto fatto fino a oggi.

«La cultura della partecipazione, che preveda il concorso di ognuno, attraverso forme di collaborazione diretta, anche nelle fasi di ideazione e programmazione degli obiettivi – spiega Borghi – è quello che vorrei realizzare. Cultura come elemento connettivo, che produca nuovi luoghi di aggregazione e socializzazione. Per questo scopo favorirò e potenzierò la rete di relazioni che già alimenta il ricco tessuto associativo della città».

Il metodo. «Assumo un impegno – prosegue – quello di attivare ogni anno il bando “Grosseto Partecipa”, per mettere a disposizione dei progetti dei cittadini una parte degli introiti derivanti dalla tassa comunale di soggiorno. Non solo. È nelle mie intenzioni istituire una commissione, senza oneri per le casse comunali, per l’arte e l’arredo pubblico, aperta a esperti e cittadini, che svolga funzioni consultive e di indirizzo per le scelte politiche. E un primo passo concreto da me già fatto in questa direzione è il bando per la sistemazione dei portici di piazza Dante. E poi verranno promosse a livello internazionale le istituzioni nascenti come il Centro nazionale degli etruschi e la pinacoteca alle Clarisse, ma anche quelle esistenti come il Museo archeologico, la Biblioteca comunale e l’Orchestra Città di Grosseto. Saranno da me supportati istituti come l’Archivio delle tradizioni popolari, la Fondazione Bianciardi e l’Isgrec».

Fondazione Grosseto Cultura. «Io credo che Fondazione Grosseto Cultura abbia esercitato bene il suo compito, creando eventi e iniziative culturali importanti, grazie alle proprie competenze e alle facilità burocratiche di cui dispone, e riuscendo anche a convogliare soldi dei privati sulle sue attività. Dovrebbe perciò essere potenziata, ed essere più vicina all’amministrazione comunale. Fino a questo momento, infatti, Comune e Fondazione sono sembrati enti separati, che si sono semplicemente divisi alcuni settori culturali, mentre dovranno essere uniti dagli stessi intenti e procedere in parallelo, con il consiglio di amministrazione di Fondazione che dovrà rappresentare l’elemento di raccordo con l’amministrazione e, allo stesso tempo, essere capace di coinvolgere nei suoi programmi imprenditori, scuole, associazioni e gli elementi più attivi della società».

La delega alla cultura. «L’assessore alla cultura dovrà essere una persona con competenze specifiche, che si metta al servizio della città mediando tra l’indirizzo politico e la consulenza tecnica degli esperti. Il modello è quello di Follonica: un architetto che si avvale di un Cantiere Cultura aperto e formato da cittadini ed esperti, capace di creare una sinergia col territorio, attivando produzioni artistiche, laboratori creativi ed esperienze formative e professionali per i giovani. A proposito di produzioni e laboratori è possibile ipotizzare a Grosseto, che ha il privilegio di godere di due teatri cittadini con annessi spazi e strutture, la concessione concordata di alcuni ambienti, previo bando di selezione, alle compagnie teatrali locali per favorire progetti stabili e residenze d’artista».

Cultura, formazione e mondo del lavoro. «Lavorerò per valorizzare il Polo Universitario di Grosseto – conclude Borghi – sostenendone la propensione all’uso delle nuove tecnologie e la vocazione ad attivare e sostenere facoltà utili al territorio. È mia ferma intenzione incoraggiare iniziative che siano aperte al settore privato e imprenditoriale (festival letterari, rassegne cinematografiche, mostre d’arte ed eventi che richiamino turismo nella nostra città) per creare, attraverso rapporti sinergici con le istituzioni pubbliche, nuove occasioni di lavoro e nuove figure professionali.

Le Mura. «Le mura di Grosseto costituiranno l’elemento di sintesi tra attività di natura diversa. Favorirò, pertanto, la realizzazione di proposte culturali che in esse troveranno la base o lo sfondo per la realizzazione di attività dirette alla popolazione e ai turisti».

Sinergie tra assessorati. Infine «l’istituzione di un organismo che faccia dialogare e interagire gli assessorati alla cultura, al turismo e allo sport, per creare eventi destagionalizzati di rilievo nazionale». (g.b.)

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