Sicurezza
Alluvione, donazioni mai distribuite
Manciano, a quattro anni dalla piena 17.000 euro sono fermi in Comune. Il sindaco: «A breve un incontro per decidere»
MANCIANO. Soldi donati e mai distribuiti. Succede a Manciano e i soldi che dopo circa quattro anni sono ancora nelle mani del Comune sono quelli donati dai cittadini in occasione dell’alluvione del 12 novembre 2012 e anche dell’ottobre 2014. Il conto corrente era, infatti, rimasto aperto e quindi c’è chi ha donato anche in quell’occasione.
Fatto sta che, passata la prima alluvione e passata anche la seconda, l’amministrazione mancianese non ha ancora distribuito un solo euro di quelli versati dai benefattori.
La somma totale dovrebbe superare i 17.000 euro, non tantissimi ma comunque soldi che spettano agli alluvionati perché per loro donati.
A sollecitare il sindaco Marco Galli e a chiedere spiegazioni all’amministrazione sullo stallo di questa distribuzione sono stati i comitati degli alluvionati, associazione Vita, il Presidio di Marsiliana e il comitato Il Ponte.
«Abbiamo incontrato il sindaco Marco Galli per chiedere del perché dopo tutto questo tempo il Comune di Manciano non avesse distribuito i soldi provando a dare all’amministrazione anche dei suggerimenti – sottolineano dai comitati – ma non abbiamo avuto molto seguito».
I comitati sono consapevoli del fatto che non sia loro compito imbeccare l’amministrazione su come gestire le somme donate ma, in ultima analisi, il loro intento è solo quello di sollecitare l’ente mancianese a darsi una mossa e distribuire nella maniera più consona questi soldi che qualcuno si è tolto per donarli agli alluvionati a cui, in realtà, non sono ancora arrivati.
Sembrava che il Comune non avesse idea di cosa fare, se realizzare dei lavori per le scuole, ad esempio di Marsiliana, o il parco giochi, unico centro di aggregazione della frazione, dove vanno molti dei figli delle vittime dell'alluvione. Per questo, tra l’altro, era stato fissato un sopralluogo con il primo cittadino che per vari motivi era stato rimandato e mai più fissato perché – riferiscono i comitati – «nessuno si era più fatto vivo con noi».
I comitati ritengono che «il tempo delle attese sia finito e che il Comune debba prendersi la responsabilità di trovare un modo equo per distribuire quanto è stato donato da tempo. Non sono soldi del Comune – sostengono – devono essere consegnati anche per rispetto a chi li ha donati e ha il diritto di sapere dove sono andati a finire».
Il primo cittadino di Manciano spiega che «quei soldi sono ancora lì perché, trattandosi di una cifra non molto elevata, non era facile distribuirla. Mi ero incontrato con i ragazzi dei comitati – conferma Galli – perché avevano avuto delle idee che però ho saputo non vanno bene a tutti gli interessati».
Galli conferma che qualche cittadino ha avanzato delle proposte. «Gli ho detto – spiega il sindaco – di verificare con gli altri abitanti e la prossima settimana fisseremo un nuovo incontro per decidere. Nel limite delle disponibilità di spesa, cioè in base a quanto possibile per legge, voglio che siano i diretti interessati a decidere».
Lungi dai comitati, però, decidere la destinazione dei soldi. «Vogliamo solo che chi ne ha diritto ne possa usufruire», puntualizzano loro.
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