Toscana
Pesca sportiva in crisi le associazioni insorgono
La nuova legge manda in subbuglio il settore: sabato un convegno di protesta «Consegneremo un documento a Sani per far sentire la nostra voce»
MONTE ARGENTARIO. Otto associazioni in coro. L’Associazione Motonautica Orbetello, l’Associazione Diportisti Orbetello, l’Associazione Dilettantistica Pesca Sportiva Porto Ercole, l’Associazione Amici del Guzzo onlus Porto Santo Stefano, l’Associazione Mare Natura Talamone, il Circolo Nautico Torre d’Albegna Albinia, l’Associazione Fishing Club Porto Ercole e l’Associazione Diportisti Monte Argentario, organizzatrici del convegno che si terrà sabato pomeriggio alle 16 a Porto Ercole in Via Andrea Doria (ex scuola elementare), si interrogano e pongono all’attenzione i cambiamenti negativi che porterà la nuova legge dibattuta in Parlamento. Durante l’incontro sarà consegnato anche un documento all’onorevole Luca Sani e alle sezioni Fipsas nazionale, regionale e provinciale. «Siamo consapevoli - dicono - che, di fronte al forte esaurirsi delle risorse ittiche senza il dovuto rispetto alla crescita biologica, sia giunto il momento, nei tempi adeguati, di aggiornare tale materia legislativa. Ma allo stesso tempo chiediamo in maniera chiara la presenza al tavolo decisionale di tutte quelle associazioni rappresentative della pesca sportiva che possono offrire, per le loro competenze e conoscenze in materia di risorse marine, suggerimenti positivi, indicando percorsi per migliorare l’eventuale nuova legge in materia di pesca. Nel frattempo, chiediamo uno stralcio completo dalla legge e di tutti gli articoli che riguardano la pesca sportiva. Lo chiediamo alla luce di una ricerca che stabilisce in circa quattro milioni le persone appassionate a questa attività in grado di muovere l’economia locale e di settore». I pescatori, inoltre, evidenziano la loro contrarietà all’introduzione di una tassa per esercitare la pesca sportiva.
«Non condividiamo il modo - dicono - in cui questa ingente somma di denaro, tutta a carico dei pescasportivi, viene ripartita. Suggeriamo inoltre la posa sul fondo marino di dissuasori, messi in maniera tale da scongiurare la pesca a strascico illegale vicino alle coste, per favorire la rinascita di un ambiente ideale per la crescita del novellame e, in questo caso, appoggiamo apertamente il progetto della casa dei pesci di Talamone. Per quanto riguarda il sistema di pesca con il palamito riteniamo che questa demonizzazione sia alquanto ingiustificata, perché è un sistema di pesca poco significativo sul prelievo totale del pesce, poco invadente dal punto di vista del fondale marino e molto selettivo. La messa al bando di tale sistema si rifletterebbe in maniera negativa, anche vista la crisi economica che attraversiamo, sia nei confronti di quelle attività economiche che producono e vendono materiale da pesca sia, più in generale, verso la nautica da diporto».
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