Il Tirreno

Grosseto

Opposizione scatenata sulla nuova Isee

Bene Comune attacca la maggioranza: «Hanno respinto la mozione solo per un attacco a Renzi»

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GAVORRANO. A Gavorrano Bene Comune non è andata giù la bocciatura della mozione presentata all’ultimo consiglio comunale: «troviamo assurda la motivazione con cui goffamente si procedeva a non accogliere la mozione contro il nuovo Isee, che oggettivamente non funziona e, alla luce dei nuovi parametri, crea ulteriori discriminazioni», hanno scritto in un comunicato.

Durante l’ultimo consiglio, infatti, la mozione non aveva trovato accoglimento per via di una frase contenuta nel testo presentato e che faceva riferimento alla «scarsa competenza e all’insensibilità del governo». «Il nuovo Isee – aveva spiegato la consigliera Patrizia Scapin – non funziona e crea nuove discriminazioni, anche se dovrebbe servire per accedere ai benefici dello stato sociale. Questo perché i nuovi parametri stanno al contrario creando situazioni paradossali». In merito alla bocciatura, ritenuta insensata, il gruppo di minoranza ha però dichiarato: «durante l’ultimo consiglio comunale ci siamo visti respingere tutte le mozioni all’ordine del giorno presentate dal nostro gruppo, mozioni che toccano la carne viva dei cittadini, sulle quali, pertanto, speravamo di incontrare l’interesse e la sensibilità della maggioranza che, invece, non ha perso occasione per anteporre le proprie posizioni politiche e partitiche all’interesse generale della collettività. Vi sono addirittura ben tre sentenze del Tar del Lazio a dichiarare l’illegittimità di alcune parti di questo provvedimento – continua la nota – Noi abbiamo semplicemente chiesto che anche il Comune di Gavorrano prendesse parte al coro dei tanti che stanno invitando il parlamento ad attivarsi immediatamente per cambiare il nuovo Isee. Ma dopo una gran confusione tra i banchi della maggioranza sulla posizione da prendere, ci siamo sentiti dire che, nonostante condividessero in pieno i contenuti, la mozione non poteva essere votata congiuntamente in quanto nel testo si accusava il governo di insensibilità sociale». E, per rincarare la dose, la nota conclude: «si è preferito non indispettire qualche funzionario di partito per una banale critica a Renzi nonostante si tratti di un provvedimento che penalizza, le classi più bisognose; si è preferito dare più importanza alla tessera nel portafoglio invece che a quei cittadini a cui si sta cancellando lo stato sociale; si è preferito, ancora una volta, il servilismo verso un partito che di democratico non ha più nulla».

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