Il Tirreno

Grosseto

La Regione sul campo destinato alla centrale

I capigruppo della quarta commissione Ambiente visitano l’area dove è previsto un pozzo geotermico

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MONTICELLO AMIATA. Finalmente i monticellesi ce l’hanno fatta. Hanno portato i capigruppo della quarta commissione ambiente della Regione a vedere il luogo dove, se le cose non cambieranno, dovrebbe essere fatta una perforazione di quattro chilometri e mezzo di profondità in cerca del vapore geotermico, in un poggio a fianco di Monticello Amiata dove nessuno vuole questa operazione.

Tutto il paese è contro. Lo hanno capito bene i capigruppo regionali di opposizione arrivati sul posto invitati dal capogruppo comunale di opposizione Giovanni Barbagli: Marco Casucci della Lega Nord, accompagnato dallo studioso di geotermia, il grossetano Lorenzo Somigli; Giacomo Giannarelli vicepresidente della IV commissione regionale ambiente, accompagnato da Andrea Quartini consigliere regionale esperto di sanità e Tommaso Fattori capogruppo di Sì Toscana a sinistra. Mancava Leonardo Marras capogruppo regionale del Pd che aveva fatto una visita a Cinigiano proprio la vigilia della manifestazione a Monticello, incontrandosi col sindaco Romina Sani e alcuni esponenti di Agorà cittadinanza attiva e rassicurando sulle intenzioni regionali che pare vogliano dare l’ultima parola alle comunità locali in fatto di geotermia.

«Quello con Marras – commenta Barbagli – è stato un incontro fra pochi intimi. Di cui poco si sa». «Da mesi – chiosa Tommaso Fattori di Sì Toscana – abbiamo presentato in consiglio una mozione sull’argomento dell’autodeterminazione delle popolazioni, ma ancora se ne deve discutere».

Le posizioni degli esponenti politici in fatto di geotermia, in particolare quella relativa alla centrale Monte Labbro sono state chiarite prima alla popolazione radunata nella piazza ai piedi di Monticello e poi durante la visita al campo di Alberto Aluigi che ha negato la disponibilità a vendere il campo dove dovrebbe essere fatta la perforazione esplorativa.

«Siamo contrari alla geotermia – spiega Casucci – sia quando danneggia la salute che quando offende l’ambiente. Invochiamo chiarezza e trasparenza sulla questione. Dobbiamo verificare caso per caso, perché non siamo contrari a priori alla geotermia a media entalpia. Daremo garanzia totale per vigilare. No allo sfruttamento dei territori».

«Qui, in questo posto vicino alla riserva naturale di Poggio all’Olmo dove i prodotti sono doc, dop e Igp, ci sono attività turistiche come un campeggio, cosa c’entra la centrale? Oltre tutto i cittadini la osteggiano. Sono loro che vanno coinvolti e devono avere la parola definitiva» dice Fattori, invocando un modello diverso di sviluppo della Toscana.

Giannarelli batte l’accento sulla necessità di «consumare meno energia. Questa la parola d’ordine. Il cittadino deve essere aiutato con finanziamenti ad hoc a fare infissi che non facciano dispersione di calore, muri coibentati e via dicendo. Non abbiamo bisogno di altra energia. Quella che la regione produce è più che sufficiente. Dunque stop ad altre centrali».

All’incontro c’era anche Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione castagna Igp e di Genomamiata. «Noi abbiamo basato il nostro sviluppo su prodotti tipici e di grande qualità. Questo è bene che la regione lo sappia. E l’Amiata ha raggiunto il grado di saturazione massimo in fatto di sfruttamento geotermico», dice. Questo è stato il messaggio affidato ai consiglieri che lo riporteranno in Regione. (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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