Il Tirreno

Grosseto

MAXI FURTO

Dalla cassaforte sparisce un antico planisfero da 350.000 euro

di Francesca Gori
Un'immagine del mappamondo di Abramo Ortelio
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Un'immagine del mappamondo di Abramo Ortelio

Grosseto, la sparizione delle stampe si è verificata alla biblioteca Chelliana. Il giallo delle due chiavi 

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GROSSETO. Una cassaforte allarmata che si apre soltanto con due chiavi era sembrata sicura al personale della biblioteca Chelliana per conservare uno dei beni preziosi della città. Un atlante che vale più di un gioiello, quello realizzato nel 1612 da Abramo Ortelio. Un atlante composto da 300 tavole a stampa, primo esemplare al mondo ad essere stato realizzato con quella tecnica.

Fino a quindici giorni fa, quelle tavole che valgono sul mercato dai mille ai 1.500 euro ciascuna era lì, nella cassaforte. Era stato catalogato ad agosto ed era tenuto come si tengono i beni preziosi, appunto. Come il diadema di una regina, come un diamante da parecchi carati.

Una quindicina di giorni fa, la responsabile del Fondo antico della Chelliana ha preso le chiavi: ha disattivato l’allarme e ha aperto la porta della cassaforte. Doveva mostrare quelle tavole preziose che raccontavano come era fatto il mondo nel 1.600 ad alcune stagiste. Ma il posto del “Theatro del mondo di Abrahamo Ortelio” era desolatamente vuoto.

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Nessuno poteva credere che il preziosissimo atlante fosse stato rubato: è stato cercato ovunque, in biblioteca, ma di quelle tavole non c’era ormai nemmeno l’ombra.

È un libro che viene da lontano, quello di Ortelio. Che ha attraversato i secoli fino ad arrivare nella cassaforte della Chelliana.

Dopo avere studiato il greco, il latino e la matematica, Abramo Ortelio si stabilì ad Anversa, il grande porto delle Diciassette Province, come libraio e cartografo: il primo planisfero lo realizzò nel 1564. Il suo modo di lavorare era sensibilmente differente del suo rivale e amico Mercatore: Ortelius redigeva le carte per mezzo dei suoi contatti professionali o amichevoli con i cartografi europei.

Venticinque anni prima dell’atlante di Mercatore, fece incidere da Franz Hogenberg la sua collezione di carte in una stessa scala (1570) che fu pubblicata sotto il titolo di “Theatrum Orbis Terrarum” che costituisce in effetti il primo atlante, pubblicazione che conobbe quattro ristampe nei suoi primi dieci anni dalla uscita. In totale, il Theatrum fu pubblicato in sette lingue e trentasei edizioni. Ortelius fu anche il primo a citare le sue fonti per le carte, menzionando i nomi dei cartografi all’origine dei notizie cartografiche.

E proprio uno di quegli esemplari, stampato nel 1612 era custodito nella cassaforte della Chelliana.

La denuncia è stata fatta ai carabinieri che hanno avviato le indagini. Il danno, per il Comune di Grosseto è enorme. L’atlante vale circa 350.000 euro e il problema principale è che le tavole possono essere vendute singolarmente a 1.000 o 1.500 euro ciascuna sul mercato del contrabbando d’arte che in Italia e anche all’estero ha sempre fatto affari d’oro.

La cassaforte da dove è sparito il prezioso planisfero in tavole non è stata danneggiata dai ladri. Il furto potrebbe essere avvenuto in qualunque momento. Era da tempo che la cassaforte non veniva aperta dal personale della Chelliana: è stato scoperto soltanto da circa quindici giorni.

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