Sicurezza
Un parcheggio trasformato in un bagno pubblico
GROSSETO. Ogni giorno, quando le persone che abitano nei palazzi che si affacciano sul parcheggio dell’ospedale, tra via Inghilterra e la Senese, sanno che devono fare i conti con i parcheggiatori...
GROSSETO. Ogni giorno, quando le persone che abitano nei palazzi che si affacciano sul parcheggio dell’ospedale, tra via Inghilterra e la Senese, sanno che devono fare i conti con i parcheggiatori abusivi. Ma quella che ora sembra essere diventata une vera e propria emergenza, è come i giovani africani utilizzano i giardini condominiali: per fare i propri bisogni, incuranti di chi abita in quei palazzi e di chi lascia l’auto in sosta.
Qualche giorno fa una donna che abita in un palazzo di via Inghilterra è uscita da casa per portare il suo cagnolino a fare due passi. «C’era un ragazzo che stava facendo pipì a un albero e gli ho scattato una foto - racconta - e lui se n’è accorto». Da quel momento, nel giardino condominiale, c’è stato un po’ di trambusto. Il ragazzo non ha gradito lo scatto fatto dalla donna per denunciare lo stato di degrado di quei giardini. «Ha cominciato a corrermi dietro - dice - e a minacciarmi, chiedendomi di cancellare la foto». La donna ha allungato il passo ed è rientrata a casa. Poi ha chiamato la polizia municipale per segnalare quello che era appena successo, ma quando gli agenti sono arrivati in via Inghilterra, dei parcheggiatori abusivi non c’era più nemmeno l’ombra.
Eppure, problemi di liti o di aggressioni gli abitanti della zona non ne hanno ami avuti. «Questi ragazzi non sono mai stati aggressivi - dice ancora l’abitante di via Inghilterra - ma oltre al fastidio che possono dare chiedendo insistentemente soldi a chi parcheggia in questa zona, il problema maggiore è che i giardini dei palazzi vengono utilizzati come bagni pubblici. I ragazzi fanno la pipì agli alberi come se fosse la cosa più normale di questo mondo e non solo. Non è possibile andare avanti in questo modo». Difficile anche trovare una soluzione. «Ma qualcuno deve intervenire - dice la donna - perché uscire di casa e vedere questi spettacoli non è decoroso».
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