Il Tirreno

Grosseto

«Voi 400 mi avete convinto Sono certo: ce la faremo»

di Gabriele Baldanzi
«Voi 400 mi avete convinto Sono certo: ce la faremo»

L’avvocato, solitamente prudente, si sbilancia davanti ai sostenitori «Scegliere me significa scegliere la speranza di trovare risposte giuste»

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GROSSETO. «Ho una novità, una novità importante. E’ qualcosa che mi viene da dentro. Vi guardo - siete 400, tutti motivati, siamo già una comunità - e per la prima volta ammetto che mi avete convinto. Ho la certezza che ce la faremo. Si vince!».

Lorenzo Mascagni, solitamente prudente, apre così la mega cena elettorale al Granduca. Con un breve discorso - clima e toni da presidenziali americane - che entusiasma i sostenitori e innesca un lungo applauso. Due sale dell’Hotel più grande della città sono state interamente occupate, venerdì sera, da coloro che credono nell’avvocato rotale, che lo vogliono a giugno con la fascia tricolore. «Un successo oltre ogni aspettativa» – commentano Vittoria Doretti (il dirigente medico a capo del Codice Rosa, la task force contro la violenza) e Luca Favali, rispettivamente presidente e coordinatore del comitato per Mascagni sindaco.

Al tavolo del candidato il parlamentare europeo Nicola Danti, il commercialista Francesco Montanelli (cognato di Mascagni) e poi gli assessori comunali Antonella Goretti e Giovanna Stellini, i segretari Saimo Biliotti e Marco Simiani, Francesco Giorgi e Leonardo Marras. C’è un tavolo con una decina di primari dell’Asl, il presidente dell’Ordine dei Medici di Grosseto Roberto Madonna e l’ex direttore generale Fausto Mariotti. Sul lato opposto i conviviali in quota Psi e - poco distanti - quelli della galassia cattolica. Ma soprattutto, tra i quattrocento, ci sono tante facce che nulla hanno a che vedere con la politica e con il Pd. A spendersi per questo evento, più di altri, il consigliere centrista Simone Marchetti e Nicola Falco. «La sensazione – commenta il capogruppo Pd in Regione Leonardo Marras – è che sia cambiato clima. Ho fatto molte campagne elettorali, da protagonista e da fiancheggiatore. Devo dire che Lorenzo è sorprendente per la sua serenità, per la positività e per le qualità da leader che sta dimostrando. Abbiamo fatto il pieno di energia e di ottimismo».

Mascagni non ha praticamente mangiato, dividendosi tra le due sale e prestandosi a selfie e scatti di gruppo ai tavoli. Sempre con il sorriso. Seguito come un’ombra dallo staff della comunicazione. Tra gli assenti il primo cittadino di Grosseto, Emilio Bonifazi (che pure aveva firmato la candidatura Mascagni), e il presidente della Fondazione Il Sole, Massimiliano Frascino. C’era invece lo zoccolo duro dei Giovani Democratici, c’era l’assessore Giancarlo Tei; e ancora l’editore di Tv9 Stefano D’Errico, imprenditori e amministratori provenienti anche da altri comuni, come per esempio il sindaco di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani. Mascagni, in conclusione, ha voluto anche lanciare un messaggio sulla campagna elettorale in corso, quella delle primarie: «In tanti mi chiedono perché dovrebbero scegliere me rispetto all’altro candidato. La risposta è semplice: scegliere me significa scegliere la speranza, la speranza di trovare risposte giuste per questa città. Andando oltre l’esercizio del potere, perché – come diceva La Pira - non abbiamo potere sulla nostra città, ma abbiamo il dovere di lasciarla migliore di come l’abbiamo trovata».

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