Sicurezza
Via Senese, già 300 le firme raccolte
Al via la petizione che punta a mettere in sicurezza la strada in città. Tra le proposte: isole salvapedoni e una zona 30
GROSSETO. Fare una zona 30 sulla Senese: è una delle proposte emerse ieri - insieme a molte altre - per mettere in sicurezza l’arteria nella zona del villaggio Curiel, a Grosseto. È partita così la campagna firme avviata dai 12 promotori Matteo Della Negra, Clelia Formiconi, Agata Ielati, Caterina Bianchini, Elena Lanzillo, Luciana Salis, Matteo Della Negra, Oumar Ba, Paolo Pisanelli, Paolo Turchetti, Pietro Piscicelli Taeggi, Roberta Neglia e Simone Fiderigo Franci.
I risultati? Più che buoni. Circa 150 firme erano già state raccolte i giorni scorsi e altre 150 sono arrivate ieri nei due punti di raccolta all’altezza del panificio e alla Coop di via Inghilterra. Un piccolo esercito di 300 persone che reclama sicurezza ed è destinato a crescere nelle prossime ore. Soddisfatto, il piccolo comitato prosegue ancor più convinto nella sua strada («andremo avanti nei prossimi giorni») e vorrebbe presto un incontro in loco con il Comune, amministratori e tecnici, per discutere insieme la faccenda. I problemi lamentati sulla strada sono parecchi: auto troppo veloci, attraversamenti pedonali rischiosi, consumati e poco illuminati dai lampioni spesso coperti dai rami. Le soluzioni cercate sono conseguenti: deterrenti di velocità e isole salvapedoni, attraversamenti pedonali rimessi a nuovo, più luce e potatura degli alberi. Soddisfatti di questo primo grande risultato, i promotori proseguono ancora più convinti: «andremo avanti ancora qualche giorno».
Dice la sua Clelia Formiconi, che oltre a essere rappresentante della sede locale di Grosseto dell’associazione italiana familiari delle vittime della strada (che si riconosce nel presidente nazionale Alberto Pallotti), è coordinatrice nazionale del movimento Strada alla vita. Formiconi vive a Istia e 22 anni fa suo nipote è morto in un incidente. Per questo conosce il dolore, il significato delle strade insicure (va spesso in giro a mappare la città, «laddove trovo punti critici li evidenzio») e da tempo si batte per la celere approvazione del reato di omicidio stradale, pur consapevole che esso non risolverà mai in toto il problema. Semmai c’è bisogno di prevenzione e di una nuova cultura della sicurezza. Il suo principio? «La sicurezza va affrontata dall’ottica di un bambino di quarta elementare. Se la strada è sicura per lui, lo è per tutti». Come Movimento strada alla vita Clelia fa la sua proposta personale: «individuare la Senese come una delle zone 30 di Grosseto: se scattasse questa misura - dice - ci sarebbe già un rallentamento imposto ma volontario, per cui si potrebbe anche fare a meno dei riduttori di velocità, che a volte sono anche pericolosi». E ancora: fare una buona mappatura della zona, ottimizzare le risorse redistribuendo bene i proventi delle multe (mi studierò i bilanci). Creare isole salvapedoni e lavorare sugli attraversamenti pedonali. Questo e altro. Sono solo alcune tra le proposte della petizione, che col gruppo dei 12 va avanti più veloce che mai.
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