Il Tirreno

Grosseto

Una poesia contro la geotermia

di Fiora Bonelli
Una poesia contro la geotermia

Arcidosso, all’incontro sulle centrali le parole commoventi di Franceschelli. Ma pochi partecipano

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ARCIDOSSO. “Per un po’ di energia, non ti posso dare la vita mia”. Una poesia, composta da Domenico Franceschelli di Monte Labbro è stata la vera novità del convegno che si è tenuto ad Arcidosso ieri a partire dalle 15 con le relazioni di Carlo Leoni del Meetup 5 stelle, e di Luciano Macrì dell’Ona, che hanno anche organizzato l’evento.

In sala quindici persone ma come ha commentato qualcuno, «Arcidosso è una zona particolarmente battuta dai comitati antigeotermici e dunque la partecipazione, al momento, a questi eventi, è bassa perché l’argomento è noto». «Oppure perché alla gente poco importa di venire ad ascoltare i danni della geotermia. Non è curiosa, ecco», ha detto qualcunaltro.

Quali che siano stati i motivi, anche al sit in che era stato organizzato davanti al palazzo comunale, con tanto di cartelli esplicativi dei danni della geotermia, di gente non ce n’era. Qualche raro passante nemmeno si fermava a leggere.

In ogni caso manifestazione e convegno si sono fatti. Tra chi è andato, alcuni abitano proprio vicino alla centrale di Bagnore 4 o nei pressi. Lo stesso Macrì ha casa a Bagnolo, come lui stesso ha ricordato, riferendo sulle perplessità e le paure degli abitanti. «Fra l’altro – ha detto – si sta dicendo addio al paesaggio toscano, trasformandone lineamenti e peculiarità». Anche Franceschelli, che ha letto la sua poesia antigeotermica, è nato a Monte Labbro, davanti all’attuale sito destinato alla centrale. Durante l’incontro ha ricordato il fratello, morto di tumore come altri parenti. «Questa energia nemmeno serve è speculazione a tutti gli effetti», ha detto Macrì spalleggiato da vari interventi del pubblico che, contestando la rinnovabilità della risorsa geotermica, chiedeva però di sapere quali fonti energetiche adoperare, se tutte o quasi hanno risvolti negativi. «Geotermia no, carbone no, eolico no, biomasse no cosa allora?», hanno osservato dal pubblico. «Pannelli solari – ha risposto Macrì – o pompe di calore, sebbene anche per queste ultime occorre stare attenti».

Insomma, la quarta Conferenza a 360° sulla geotermia ad alta, media e bassa entalpia, cogenerazione e tricogenerazione, ha ripetuto argomenti noti a chi da sempre è presente ad ascoltare l’argomento: centrali di Bagnore 3 e 4 con il loro inquinamento, studio epidemiologico del 2010.

Si è parlato anche di energia integrata biomasse più geotermia. «Dannosissima – ha specificato Macrì – perché le biomasse sono create dai rifiuti». Poi la lunga relazione di Carlo Leoni e il grido di dolore del poeta: «Le campagne ormai deserte, non danno più i loro frutti. Io piango la mia terra come del resto fanno tutti».

Fra le persone presenti anche alcuni che non mancano mai l’appuntamento geotermia: «Mica è tanto bello essere sempre i soliti – commenta Roberto Turini – segno che siamo sempre gli stessi a interessarci». E Alfredo Pii: «L’argomento malattie legate alla geotermia cominciò a venir fuori da quando lavoravo all’ospedale di Pisa. Eravamo negli anni ’80. E lo seguo da allora». E infine Alessio Gennari: «Spero che quando si capirà tutti che questo è un dramma, la questione diventerà un volano per ricostruire la nostra identità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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