La manifestazione
Sì ai risarcimenti per chi perde lo stabilimento
Svolta con le nuove linee guida sulle concessioni balneari Ma c’è malumore tra gli imprenditori a convegno a Camaiore
LIDO DI CAMAIORE. Chi perderà il proprio stabilimento balneare, nel corso di una selezione pubblica per la gestione della spiaggia, otterrà un risarcimento economico. Un indennizzo - spiega la Regione - che sarà calcolato sul «valore commerciale dell’impresa». E che il concessionario subentrante dovrà pagare a quello uscente, pena la rinuncia alla gestione della spiaggia interessata.
La prima volta. È una svolta storica, quella della Regione Toscana: la prima a mettere nero su bianco, nelle nuove linee guida sulle concessioni demaniali marittime, che ai balneari spetta un risarcimento nel caso in cui debbano cedere il proprio stabilimento o la gestione della porzione di spiaggia curata fino ad ora. L’occasione la dà il via libera al cosiddetto “atto formale”, orrendo termine burocratico che nasconde una specie di salvacondotto per i balneari contro gli effetti della direttiva europea Bolkestein. Si tratta della richiesta per il rinnovo fino a vent’anni della concessione della spiaggia, che può essere presentata dal privato al Demanio tramite il Comune. Offrendo, però, garanzie di investimenti sullo stabilimento (soprattutto sulle strutture). Una via d’uscita che già alcuni balneari hanno intrapreso con successo, e che Firenze ha ufficialmente avallato pochi giorni fa. Chiarendo, comunque, che chi fa la richiesta si espone a una procedura di evidenza pubblica, che dà la possibilità anche ad altri privati di offrirsi (con borsate di euro) per la gestione della stessa spiaggia. Il rischio di perdere la concessione, insomma, c’è. E per le vittime, si fa per dire, di questa procedura la Regione ha previsto un rimborso.
Malumore al convegno. Ma agli imprenditori - che pure hanno già portato in tribunale lo Stato perché riconosca loro il valore delle imprese, stimato in 2,5 milioni di euro a testa - le poche parole contenute nell’atto appena approvato dalla giunta regionale non bastano. E ieri, nel corso di un convegno organizzato dal sindacato Fiba Confesercenti all’hotel Le Dune di Lido proprio per illustrare le nuove linee guida toscane, il malumore tra gli oltre 300 balneari in platea era evidente. Tutt’altro che una passerella, insomma, per l’annunciata presenza dell’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo. Ciuoffo, tra l’altro, non c’era: è stato sostituito dal consigliere regionale Stefano Baccelli, conosciuto e stimato in Versilia.
Perché la protesta. «La Toscana - spiega Emiliano Favilla, leader dei balneari oltranzisti - non può decidere che ai concessionari spetta un indennizzo: quella è una scelta che deve fare il Governo. Inoltre quelle poche parole non danno garanzie agli imprenditori». In effetti è difficile, al momento, capire di che cifre si parla. Nelle linee guida della Regione si dice che «l’Ente gestore acquisisce la documentazione del valore commerciale dell’impresa turistico ricreativa che ha avviato il procedimento (cioè la richiesta di rinnovo ventennale della concessione, ndr), redatta e certificata da parte di professionisti abilitati, confermata mediante perizia giurata, di cui ogni soggetto partecipante alla procedura di comparazione dovrà dimostrare la possibilità di pagamento al concessionario uscente, nel caso di favorevole conclusione del procedimento». Secondo Luca Petrucci, presidente dei balneari di Lido di Camaiore, l’amministrazione pubblica si fiderà della perizia presentata da un tecnico di fiducia del privato. Secondo alcuni professionisti del settore - come Gianfranco Cardosi e Giorgio Ramacciotti - una cosa del genere non è possibile. Lo stesso consigliere regionale Stefano Baccelli, a cui viene chiesto se la Toscana pensa a un indennizzo simile a quello già deciso dal Veneto (90% del valore dello stabilimento balneare), ammette che «non è ancora possibile fare un’ipotesi del genere».
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