Il Tirreno

Grosseto

Sicurezza, il caso Grosseto all’esame del governo

Gabriele Baldanzi
Il sottosegretario Bocci (a destra), con il sindaco Bonifazi, il prefetto Manzone e il vicesindaco Borghi (foto Bf)
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Il sottosegretario Bocci (a destra), con il sindaco Bonifazi, il prefetto Manzone e il vicesindaco Borghi (foto Bf)

Il sottosegretario agli Interni Bocci promette attenzione: "Questo territorio ha gli anticorpi per il rispetto delle leggi"

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GROSSETO.. Il sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci ha trascorso l’intera giornata di ieri, venerdì 19 febbraio, a Grosseto, incontrando i vertici delle forze armate, i vigili del fuoco e infine gli amministratori locali. La ragione del viaggio in Maremma è facile immaginarla: la questione sicurezza, che il sottosegretario ha affrontato prima con le autorità, a partire dal prefetto Anna Maria Manzone, e poi in un incontro pubblico, con i giornalisti.

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L’onorevole, già sindaco in Umbria, poi amministratore di quella Regione, è in Parlamento dal 2006 e conosce molto bene le dinamiche ministeriali. Negli ultimi mesi ha visitato diverse città un tempo tranquille, come Grosseto, e adesso balzate alla ribalta delle cronache per episodi criminosi. Ieri, prima in Comune e poi all’Hotel Airone (nel corso di una iniziativa politica organizzata dal candidato Paolo Borghi) il sottosegretario ha parlato per circa un’ora, raccontando i numeri, ma anche e soprattutto il proprio punto di vista, rispetto a visite compiute di recente a città con caratteristiche simili a Grosseto.

Il sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci ha pranzato alla mensa dei vigili del fuoco insieme agli uomini in servizio, al prefetto, al comandante Massimo Nazzareno Bonfatti e al direttore regionale Gregorio Agresta. Si è parlato anche del mantenimento in città della sede del nucleo sommozzatori.

Bocci ha promesso che dal Governo arriveranno le risorse per finanziare il progetto sulla sicurezza presentato nei giorni scorsi dal vicesindaco Paolo Borghi. «Nelle prossime settimane il consiglio dei ministri approverà alcuni provvedimenti sulla sicurezza urbana. In quella sede porterò una richiesta di maggiore attenzione nei confronti di Grosseto, così che il Governo possa partecipare allo sforzo dell’amministrazione comunale».

In pratica il Comune di Grosseto propone un piano preventivo, un sistema di videosorveglianza intelligente che consentirà, attraverso una rete di telecamere e altre applicazioni tecnologiche poste in città e nelle frazioni, di tenere sott’occhio strade, piazze, monumenti, entrate e uscite dalla arterie principali. Non solo.

Oltre al cofinanziamento del progetto di prevenzione non mancherà l’impegno a incrementare gli organici delle forze dell’ordine. «Nel corso del 2015 i reati a Grosseto sono diminuiti rispetto all’anno precedente – ha detto Bocci – ma mi rendo conto che non abbiamo avuto miglioramenti per quanto concerne la sicurezza percepita. A preoccupare sono soprattutto, e non solo a Grosseto, i furti nelle abitazioni. Sentirsi violati nella propria casa è il delitto che più di ogni altro concorre a creare un clima negativo. Tuttavia mi sento di poter dire che il quadro complessivo in Maremma non mette in discussione il diritto di sicurezza dei cittadini; e questo grazie al lavoro straordinario delle forze dell’ordine e della magistratura. E poi perché, diciamolo, questa terra ha gli anticorpi e la tradizione per garantire il rispetto delle leggi e una vita di qualità».

All’incontro in municipio, oltre al sindaco Emilio Bonifazi, al prefetto Anna Maria Manzone e al vicesindaco Paolo Borghi erano presenti tutti i vertici delle forze dell’ordine: il questore Massimo Zanni, il comandate provinciale dei carabinieri, colonello Vincenzo Tedeschi, il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, Massimiliano Giua e il comandate della polizia municipale di Grosseto, Felice Carullo. Nella seconda parte del pomeriggio Bocci ha partecipato a un’altra iniziativa sulla sicurezza, fuori dai contesti istituzionali, con Paolo Borghi, candidato alle primarie del centrosinistra.

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