Sicurezza
Lega: «Caccia ai cinghiali la legge scontenta tutti»
SCANSANO. Non si placano le polemiche attorno alla legge regionale sulla caccia che si propone di contenere il numero dei cinghiali. «La legge è incompleta e non accontenta nessuno»: è l’opinione di...
SCANSANO. Non si placano le polemiche attorno alla legge regionale sulla caccia che si propone di contenere il numero dei cinghiali. «La legge è incompleta e non accontenta nessuno»: è l’opinione di Marco Casucci, consigliere regionale della Lega Nord che si aggiunge al coro degli scontenti, e che – dopo una visita a Scansano accompagnato dal consigliere di minoranza scansanese Francesco Tenucci – spiega le sue perplessità su una legge che non risolverebbe secondo alcuni l’emergenza ungulati. Casucci spiega perché non lo farebbe: «Ho potuto constatare direttamente – afferma – grazie a Francesco Tenucci, consigliere comunale a Scansano, le problematiche relative a questo settore; da qui mi è nata la convinzione che tali norme scontentino un po’ tutti».
«Gli ambientalisti – motiva il consigliere – non hanno compreso che la legge è del tutto inefficace rispetto all’auspicata riduzione del numero di cinghiali. I cacciatori, dal canto loro, per l’ennesima volta, si sentono presi in giro: consentire di abbattere un cinghiale a un singolo cacciatore da appostamenti fissi, come avviene per il capriolo, equivale ad autorizzare la pesca alla balena dalla spiaggia, muniti di lenza» .
Casucci ricorda il valore di un emendamento presentato dalla stessa Lega che però è stato bocciato e attacca il Pd di Marras e Culicchi: «La Lega – sottolinea il consigliere – aveva presentato un emendamento che, anche sulla scorta delle indicazioni avute dagli esperti, ipotizzava la creazione di una zona di sicurezza di cinquecento metri tra il bosco e le zone aperte in cui si prevede di praticare la nuova forma di abbattimento; questa proposta – dice – non è stata accolta e contro di essa ha votato anche il Pd, di cui fanno parte Marras e la Culicchi, maremmani doc, che dovrebbero conoscere le necessità della caccia e dell’agricoltura nel Grossetano e quindi essere i primi a tutelarle in ambito regionale».
Il consigliere torna a ricordare il valore di un altro emendamento leghista bocciato: «Respinto un altro nostro emendamento che – dice – anche a detta dell’esperto di caccia Francesco Tenucci, sarebbe stato di capitale importanza; in pratica si chiedeva di ridurre il minimo per la caccia al cinghiale, portandolo da diciotto a tredici capi».
«Tale riduzione – continua – avrebbe facilitato enormemente la caccia infrasettimanale e di conseguenza la riduzione dei cinghiali, in numero decisamente maggiore rispetto a quanto la nuova legge propone. Così facendo – conclude amaramente Marco Casucci – si rischia di provocare una sorta di “sciopero” delle doppiette, con il probabile e deleterio aumento annuale di circa 40.000 ungulati solo nella provincia di Grosseto».
(f.b.)
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