La manifestazione
«Il vero problema sono gli ibridi»
L’associazione: va trovata una normativa per i cani inselvatichiti
GROSSETO. «Bene il contenimento del lupo ma dobbiamo trovare una soluzione definitiva all’altra grande e, forse, più opprimente questione: quella degli ibridi e dei cani inselvatichiti». Paolo Rossi, il direttore di Confagricoltura Grosseto, prende spunto dalla recente presentazione del Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia per parlare delle predazioni. «Quanto è stato fatto dal Ministero - puntualizza - è un passo in avanti, un modo serio per affrontare la questione, visto che ci sono voluti ben 14 anni, nel corso dei quali la situazione predatoriale è peggiorata, mettendo a rischio l’intero comparto allevatoriale ovicaprino della Maremma e non solo. Ma se i predatori sono aumentati è anche vero che hanno avuto una crescita esponenziale fuori controllo gli ibridi e i cani inselvatichiti. È questo il vero nocciolo. Se da un lato ci si pone il problema del lupo e dei danni che crea agli allevamenti, perché non si pensa a una normativa che gestisca gli altri predatori?». Rossi ricorda che il lupo attacca notoriamente gli animali deboli, ma non compie carneficine dentro gli ovili. Ragion per cui, secondo Confagricoltura, servirebbe una gestione diversa del problema.
«Paradossalmente verrebbe da dire “povero lupo”, visto che in realtà mentre ne si autorizzerebbe l’abbattimento di 6 esemplari non vengono messi in atto rimedi altrettanto drastici nei confronti degli altri e più cruenti “colleghi”, che continuano a imperversare negli allevamenti in percentuale ben maggiore».
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