Gioco
Etruria, salta la mediazione Avvocati pronti a fare causa
Grosseto, fallisce il tentativo di conciliazione tra banca e 101 obbligazionisti maremmani. I legali di Confconsumatori: «Vogliamo i risarcimenti, siamo pronti a citare l’istituto»
GROSSETO. Tempo scaduto, la lite non è conciliabile. Naufraga il tentativo di trovare un accordo tra la Nuova Banca Etruria – la good bank – e 101 obbligazionisti maremmani che vogliono recuperare i risparmi bruciati coi titoli tossici. Nelle scorse settimane si erano rivolti ai legali di Confconsumatori. In teoria la prossima strada da imboccare è quella delle carte bollate: gli avvocati dei 101 titolari di obbligazioni emesse dall’istituto aretino sono pronti a varcare la soglia del Tribunale di Grosseto con in mano un atto di citazione. Tradotto: abbiamo tentato con “le buone”, adesso passiamo “alle cattive”.
Il naufragio. È di giovedì 18 febbraio 2016 la notizia che “la lite” tra i 101 risparmiatori maremmani – lavoratori, pensionati, casalinghe, tutti clienti ultradecennali della Popolare – e la Banca «non è conciliabile». È quanto ci riferisce Marco Festelli, uno dei legali incaricati da Confconsumatori di occuparsi della debacle Etruria.
Il team. Festelli condivide il fardello coi colleghi Silvia Signori, Barbara Coscarelli, Mario Marengo e Simone Costanzo. Abbiamo parlato di “lite” perché fino ad ora eravamo nel campo della mediazione, entro i confini del quale si tenta di conciliare, come si concilia una lite tra condomini, per esempio. Il 20 gennaio 2016 Festelli aveva depositato alla Camera di Commercio di Grosseto un’istanza per la mediazione obbligatoria, appunto, primo passo, obbligato, quando ci troviamo di fronte a una controversia finanziaria. Si doveva passare per forza da lì. Tale procedimento puntava a tutelare ciascuno dei 101 risparmiatori; 2 milioni e 463.000 euro è il valore bruciato delle obbligazioni subordinate che detenevano. Dopodiché si sono dovuti attendere i tempi tecnici perché la banca facesse la sua contromossa. E si sarebbe potuto trovare anche una soluzione. Chissà.
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La risposta. «La Nuova Banca Etruria ha risposto – spiega Festelli – che le obbligazioni non sono rimborsabili». In effetti i risparmiatori non chiedono il rimborso dei titoli, bensì il risarcimento del danno subito. Banca Etruria avrebbe anche motivato il niet: «sostenendo che la Nuova Banca non risponde dei debiti della società precedente» dice l’avvocato di Confconsumatori. Che aggiunge: «ma questi non sono debiti della vecchia società – spiega – bensì debiti inerenti l’attività bancaria». In altre parole, traducono gli avvocati, se nell’attività bancaria della vecchia Etruria sono stati compiuti danni, la nuova Etruria ne risponde perché è dell’”universo” dell’attività bancaria che stiamo parlando e tutti i contratti sono stati trasferiti dalla vecchia banca alla nuova banca, «come si evince – spiegano i legali – dalle visure camerali» della bad bank e della good bank che adesso sono consultabili.
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Lo dice Roma. Quando il Consiglio dei ministri scrisse un decreto-legge con cui creava quattro nuove banche “ripulite” (Banca Etruria, Banca Marche, Cassa Ferrara, e CariChieti) mise anche nero su bianco che la nuova banca avrebbe risposto per la vecchia. «O è così – nota Festelli – o il decreto è incostituzionale». Bisogna decidersi.
Pronti, via. Il tempo per la mediazione è spirato. Se un accordo verrà proposto, accadrà di fronte a un giudice. I legali dei 101 risparmiatori maremmani sono pronti al prossimo round: e già all’inizio della prossima settimana potrebbero depositare l’atto di citazione di Banca Etruria di fronte al Tribunale di Grosseto.
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