Sicurezza
Cattivi odori dal caseificio «Deve migliorare l’impianto»
Ordinanza del Comune dopo il sopralluogo della municipale e dell’Asl La segnalazione dei miasmi era arrivata con un esposto da parte dei cittadini
FOLLONICA. Il sindaco con un’ordinanza obbliga il caseificio Follonica ad installare delle schermate alla vasca di depurazione per evitare il diffondersi di cattivi odori. Il documento a firma di Andrea Benini, primo cittadino della città del golfo, è stato pubblicato ieri mattina all’albo pretorio del Comune di Follonica: a far scattare il provvedimento è stata una comunicazione della sezione di igiene e sanità dell’azienda sanitaria. I funzionari dell’Asl 9 con gli agenti della polizia municipale nei giorni scorsi sono stati in via del Fonditore, per verificare la veridicità di una segnalazione anonima arrivata all’azienda sanitaria, dove si denunciava appunto la presenza costante di cattivi odori provenienti dal caseificio Follonica di proprietà di Francesco Spadi.
I disagi ambientali e i miasmi nel particolare a quanto dichiarato nella denuncia parevano arrivare dall’impianto di depurazione delle acque reflue, impianto a servizio dell’impresa che lavora latte e formaggi.
Una parte della vasca non ha la protezione necessaria per impedire che il vento porti gli odori si spargano nell’area vicina. La quantità dei liquidi di scarico di un’azienda che produce prodotti caseari è notevole: per fabbricare uno o due chili di formaggio si dà origine a circa una decina di chili di reflui.
Le acque prodotte non hanno agenti tossici ma non possono essere scaricate nei comuni impianti di depurazione comunali perché hanno un elevato contenuto organico. L’azienda ha infatti un suo depuratore che però a quanto pare non è schermato a dovere visto che gli odori si diffondono nel territorio limitrofo. «Dai sopralluoghi è emerso che, sia all’interno che all’esterno della recinzione del complesso produttivo, si avvertono cattivi odori provenienti dall’impianto di depurazione, in particolare nella direzione in cui risulta privo di apposite schermature – si legge nell’ordinanza - Gli inconvenienti igienici derivanti dall’emissione di odori molesti, possono rappresentare un fattore di degrado inaccettabile per la popolazione».
Da qui la necessità di obbligare il proprietario del caseificio ad installare le apposite schermature che impediscono appunto la diffusione dei miasmi per tutelare chi vive o lavora nelle vicinanze dell’impresa. L’azienda ha da adesso 30 giorni per ottemperare all’ordinanza, altrimenti scatterà per la stessa una sanzione amministrativa e la denuncia all’autorità giudiziaria: la stessa invece potrà opporsi al Tar qualora non ritenga giusto il provvedimento.
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