Il dolore
«Bilella costernato confida nell’appello»
L’avvocato Carnicelli è andata in carcere dopo la condanna Messaggi di affetto per Eleonora, figlia di Francesca Benetti
GROSSETO. La prima notte da condannato Antonino Bilella non l’ha trascorsa tranquillamente. E riuscirebbe difficile immaginare un sentimento diverso, dopo una pena che non prevede via d’uscita: «È costernato - dice l’avvocato Francesca Carnicelli, che ieri è stato in carcere a trovarlo - Non si aspettava l’ergastolo, non lo credeva possibile. Come lui, anche noi difensori aspettiamo le motivazioni».
Lo aveva anticipato insieme al collega Riccardo Lottini, poco dopo la lettura del dispositivo: «Bilella è forte». E lo ripete anche l’indomani: «Si fa forza, nella speranza che l’appello possa modificare le decisioni di primo grado». Quaranticinque minuti di colloquio, nel carcere di via Saffi, struttura che lo ospita già dal novembre 2013, pochi giorni dopo la scomparsa di Francesca Benetti. Uccisa da lui, secondo la sentenza.
«Devo dire che la famiglia gli è vicina: i figli sono in contatto telefonico con noi avvocati. Anche loro hanno dimostrato di essere fiduciosi nell’esito dell’appello», aggiunge Carnicelli. E del resto con il figlio Luigi e con la sorella si sente regolarmente; con ciascuno è prevista una telefonata a una volta a settimana. Bilella è solo, di fatto, visto che la moglie e i figli abitano in Piemonte, nessuno lo aveva seguito a Villa Adua a Potassa di Gavorrano. Ma l’avvocato assicura: «Non lo lasceremo solo, lo rivedrò già la prossima settimana».
Tecnicamente parlando, tuttavia, non vi è nessun atto che possa essere compiuto da qui al 15 maggio, data indicata (tra l’altro è una domenica) dalla Corte di assise come limite per il deposito delle motivazioni. Solo quando queste saranno depositate, la difesa potrà muoversi. Gli unici margini di manovra sono quelli relativi al secondo fascicolo aperto nei confronti dell’agricoltore, quello per il secchio con la droga trovato dal cane poliziotto nel corso di una delle perlustrazioni nei terreni intorno a Villa Adua: se ne parlerà a marzo, in udienza preliminare. C’è da immaginare che Antonino Bilella vorrà essere anche lì per difendersi, contro quella che ha definito «una porcheria», parlando in aula.
Intanto, sulla proprio profilo Facebook la figlia di Francesca Benetti, Eleonora Spataro, ha postato una foto di lei sorridente con la madre. Una foto che ha raccolto molti messaggi affettuosi, di vicinanza, da parte di chi conosceva bene anche la proprietaria di Villa Adua. Ci sono semplici dimostrazioni di affetto, ci sono abbracci, ci sono cuoricini, ci sono ricordi del giorno in cui quella foto fu scattata, ci sono anche commenti sulla sentenza: «giustizia fatta, ma lei ci manca tanto», «tua madre ha avuto giustizia, ti pensiamo», «ogni tanto la giustizia funziona». Eleonora, che non aveva voluto rilasciare dichiarazioni al termine dell’udienza di giovedì, ha una parola cara per ciascuno: «Grazie a tutti». E poi ancora, visto che i messaggi continuano: «Grazie di cuore a tutti per la vostra vicinanza e l’affetto».
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