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Un canale porta i liquami nel mare

Un canale porta i liquami nel mare

Proteste al Campone: i rifiuti si riversano in acqua attraverso un tubo di scolo

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MONTE ARGENTARIO. Sporcizia e liquami nel fosso del Campone, i cittadini di Porto Santo Stefano insorgono.

La segnalazione arriva direttamente da Maurizio Coccoluto, santostefanese conosciuto alla gente del promontorio per le sue numerose partecipazioni (e vittorie) al Palio marinaro dell’Argentario.

Coccoluto ha pubblicato sulla pagina Facebook “Argentario: dire, fare, partecipare”, nel tardo pomeriggio di martedì, un video in cui vengono mostrate le condizioni di una parte del fosso che attraversa la vallata del Campone.

Si possono notare nelle immagini sversamenti e rifiuti di ogni genere, che arrivano poi al mare attraverso un canale nel sottosuolo.

«Questo video - dice Coccoluto - l’ho filmato nei pressi dei campi da tennis, nella zona dove parcheggiano i pullman delle scuole. Qualche giorno fa avevo già segnalato quanto fosse inquinato, e ovviamente il tutto va a finire in mare. Colgo l’occasione anche per ringraziare Walter Capitani (assessore all’ambiente, ndr) che si batte molto contro l’inquinamento e fa molte segnalazioni alle istituzioni. Ma a mia opinione personale, non viene ascoltato come merita. E, purtroppo, siamo in Italia».

Nel fosso è presente sporcizia di ogni tipo, prontamente ripresa dal telefonino di Coccoluto «non ci sono solo rifiuti solidi - analizza - ma anche l’acqua di scolo è piena di schiuma e altre schifezze. Comunque guarderò cosa succede a tempo breve: se le cose non cambieranno andrò direttamente in Procura».

La situazione non è sconosciuta agli amministratori comunali, che cercano di correre ai ripari per rendere sicuro e pulito uno dei punti più a rischio del paese. «Mi risulta che abbiamo iniziato a pulirlo noi come Comune - sottolinea il sindaco Arturo Cerulli - nonostante forse non ci spetterebbe, visto che paghiamo delle apposite tasse a uno dei tanti specifici carrozzoni “governati” dal Pd, il consorzio di bonifica». Il rischio di questi fossi, durante i nubifragi, è principalmente che non riescano a ricevere tutta l’acqua, provocando alluvioni e allagamenti. Proprio per questo motivo circa un anno fa sono terminati i lavori di messa in sicurezza di un altro fosso presente sul promontorio, quello del Pozzarello, grazie ad un finanziamento arrivato dalla Regione Toscana per sanare i dissesti idrogeologici provocati dagli eventi alluvionali del novembre 2012.

Andrea Capitani

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