Proteste
«La donna non si tocca, è la mamma»
Non ha confessato, non ha parlato a lungo. Nel corso delle requisitorie dei pm aveva riempito pagine e pagine: era facile pronosticare che le sue dichiarazioni spontanee avrebbero impegnato parecchio...
Non ha confessato, non ha parlato a lungo. Nel corso delle requisitorie dei pm aveva riempito pagine e pagine: era facile pronosticare che le sue dichiarazioni spontanee avrebbero impegnato parecchio tempo. E invece no. Antonino Bilella ieri ha parlato pochissimo: aveva scritto una decina di righe al massimo sul quadernone che si era portato dietro. E ha parlato solo per spiegare due concetti, nell’ordine che segue: «È stato detto che io parlo male dei carabinieri: non è vero». E poi: «Io non ho ammazzato nessuno».
«Non parlo male dei carabinieri, io ammiro i carabinieri; portano la divisa, hanno giurato, è giusto che facciano il loro lavoro», ha esordito. E ha ricordato l’episodio in carcere, quando due marescialli e un colonnello si recarono a portargli gli avvisi per il secondo procedimento, quello per la droga trovata nel fienile («quella porcheria»): «Volevano che io dicessi dove avevo messo la signora. Ma io risposi che non sapevo nulla. Mi dettero carta geografica e penna per indicare dove cercare il corpo. “Diccelo ed esci subito fuori”. Ma io non avevo nulla da dire. Il colonnello me ne disse di tutti i colori e se ne andò».
E poi: «Non ho fatto niente, non ho ammazzato nessuno. Sono una persona onesta, ho sempre lavorato sin da bambino: qualsiasi mestiere, ho sempre sudato. La donna non si tocca: è la mamma di tutti noi. Delle cose di cui mi si accusa io non ho fatto niente. Mi affido a voi, che siete persone squisite, per giudicarmi. E lo dico davanti a Dio». Antonino Bilella ha detto quest’ultima frase congiungendo le mani e alzando lo sguardo al cielo. (p.s.)
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