Il Tirreno

Grosseto

ERGASTOLO

di PIERLUIGI SPOSATO
ERGASTOLO

La vita di Antonino Bilella si è fermata alle 19.59 di giovedì 18 febbraio 2016, quando il presidente della Corte di assise ha iniziato a leggere il dispositivo di condanna. «Visti gli articoli 533......

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La vita di Antonino Bilella si è fermata alle 19.59 di giovedì 18 febbraio 2016, quando il presidente della Corte di assise ha iniziato a leggere il dispositivo di condanna. «Visti gli articoli 533...»: già quando senti questo numero, se hai un po’ di pratica in Tribunale, capisci che si parla di condanna. E già da quel preciso istante il custode di Villa Adua sapeva che la sua vita non sarebbe stata più la stessa, come del resto non lo è da quel giorno del novembre 2013 quando fu fatto entrare in carcere perché sospettato di aver ucciso Francesca Benetti, la proprietaria della tenuta a Potassa di Gavorrano che lui gestiva in affitto. Ma l’agricoltore 71enne poteva ancora sperare in qualcosa, mentre Giovanni Puliatti andava avanti nella lettura: poteva sperare che la pena potesse essere più leggera. Sì, «responsabile di tutti i reati a lui ascritti», con l’eccezione di due episodi di palpeggiamento dei tre contestati. Ma la pena ancora non veniva pronunciata: la parola temuta - perché sollecitata dalla Procura - tardava, tenuta lontana dagli inevitabili passaggi della formula. E se non fosse ergastolo?

Un secondo campanello è però suonato quando il presidente ha letto «previa applicazione delle aggravanti...». E una delle aggravanti è la premeditazione, mentre l’altra è quella che fa capo allo stalking. Ci sono tutte e due nel dispositivo. C’è un’unica attenuante ma è per i palpeggiamenti. E poi subito dopo eccola, la parola: «Condanna alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per mesi due...». Seguono poi i calcoli: ergastolo per l’omicidio aggravato, con la continuazione per l’occultamento del cadavere (5 anni e 6 mesi); due anni per i palpeggiamenti, aumentati a tre per la continuazione con lo stalking. Uno stillicidio per Bilella, che comunque ha continuato ad ascoltare quasi impassibile la lettura: anche le interdizioni, anche la pubblicazione dell’estratto della sentenza, anche il risarcimento dei danni. Perché Bilella dovrà pagare anche provvisionali per 800.000 euro in tutto ai due figli di Francesca (300.000 ciascuno) e al fratello di lei (200.000). Dovrà pagare anche le spese di costituzione alle due parti civili, quasi 15.000 alla difesa dei figli, quasi 10.000 alla difesa del fratello, più 8.600 euro per le spese per le consulenze e le trasferte.

La sua vita, a 71 anni, è finita. Sarebbe finita comunque, anche con una condanna a “soli” 24 anni. Ma così - se l’appello non ribalterà tutto - è finita nel modo peggiore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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