Gioco
Rabazzi (Cia): «Vanno tolti di mezzo finché non fanno più danni»
«Spero che cominci a togliere di mezzo il 5 per cento dei lupi dal territorio, altrettanti ibridi e poi i cani randagi. Non è moltissimo, ma è già qualcosa. Quanti ne devono restare? Tanti da non...
«Spero che cominci a togliere di mezzo il 5 per cento dei lupi dal territorio, altrettanti ibridi e poi i cani randagi. Non è moltissimo, ma è già qualcosa. Quanti ne devono restare? Tanti da non provocare danni». Così Enrico Rabazzi, presidente Cia Grosseto che sta seguendo la nascita del nuovo Piano per la gestione e conservazione del lupo. Questione delicata e bollente discussa a un tavolo da cui al momento sono escluse le associazioni di categoria. Ma Rabazzi, oggi solo spettatore, non nasconde la soddisfazione: «Si sta aprendo una breccia anche se si è aspettato che dopo la Toscana, che grida al lupo al lupo da anni, si muovessero Trentino, Veneto, Emilia Romagna e altre regioni. Purtroppo l’Ue fino ad oggi non ha voluto governare il fenomeno. Si arriva troppo tardi, i danni sono stati enormi. Si sono spesi milioni per catturare sì e no sei, sette cani. Immorale a dir poco». (f.b.)
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