Il Tirreno

Grosseto

Mattone, prezzi delle case giù del 6%

di Giovanna Mezzana
Mattone, prezzi delle case giù del 6%

È quanto registra Immobiliare.it per il 2015. Stabile invece il mercato degli affitti, si spendono in media 600 euro al mese

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GROSSETO. Scendono i prezzi delle case: del 5,8 per cento nel 2015 e rispetto al 2014. Il dato è provinciale e ha il “bollo” di Immobiliare.it, il portale dedicato agli annunci del mercato del mattone e usato ogni mese da sette milioni di persone. A Grosseto non siamo lontani né dalla media nazionale – che segna -5,1% – nè da quella regionale, -5,3%. La prospettiva non è negativa: la discesa dei prezzi sta rallentando e nei prossimi mesi – secondo gli esperti – chi vende e chi compra potrebbero incrociare aspettative e desiderata con un po’ meno difficoltà rispetto a prima. Meno movimento c’è – e c’è stato – sul segmento degli affitti: una famiglia che non ha una casa di proprietà sborsa grossomodo la stessa cifra tirata fuori due anni fa, nel 2014.

Fonte e dati. L’Osservatorio sul mercato immobiliare residenziale italiano condotto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it certifica che nella provincia di Grosseto i prezzi delle case si sono ridotti nel 2015 e rispetto all’anno precedente del 5,8%. Vediamo qualche esempio.

I prezzi. Per acquistare un appartamento – non economico né di lusso, per esigenze e portafogli nella media, insomma– nel 2015 a Grosseto servivano i 2.363 euro al metro quadro. Andiamo indietro a due anni fa, esattamente, febbraio 2014: il prezzo medio di un immobile al mq a Grosseto era di 2.654 euro al mq.

E in Toscana? A Grosseto non si può parlare né di prezzi in caduta libera né di mattone che si sgretola. Chi ha necessità di vendere non deve disperare: se avesse immobili di proprietà a Livorno – dove i prezzi al mq hanno subito una mazzata pari al 10% in meno nel 2015 sul 2014 – allora sì che dovrebbe mettersi le mani nei capelli. Qualche riflessione in più la dovranno fare i lucchesi: nella loro città i prezzi sono saliti del 2,4%, unica eccezione in tutta la Toscana; curiosità: con la discesa di Grosseto e la salita di Lucca, i prezzi delle due città con le Mura si avvicinano: 2.363 euro al mq a Grosseto (come dicevamo) 2.377 euro al mq a Lucca, dove il mercato immobiliare è – risaputamente – d’alto livello.

Qui affitti. Se non vivete in una casa di proprietà vi sarete già accorti che il mercato degli affitti non ha seguito il trend segnato da quello delle compravendite. Per un appartamento da 70 mq, ad esempio, oggi una famiglia grossetana spende di canone mensile – ce lo comunica l’ufficio stampa di Immobiliare.it in tempo reale – 588 euro al mese (8,40 euro al mq). Due anni fa, nel 2014, per lo stesso appartamento ne spendeva poco meno di 600.

Il futuro. Che succederà nei prossimi mesi? Secondo gli esperti di Immobiliare.it c’è una tendenza in atto: e cioè la progressiva riduzione del calo. Salta all’occhio se si guardano le variazioni semestrale e trimestrale: nel semestre giugno/dicembre 2015 il valore medio al mq si è ridotto del 3,5%; mentre nel trimestre settembre/dicembre 2015 la corrosione è più ridotto e pari al -1,3%. Insomma, ci si sta avviando verso un riequilibrio.

Il nodo. Vediamo di leggere il dato dalla prospettiva di chi fa impresa. Il punto di partenza è: i prezzi degli immobili residenziali scendono ma meno di prima. «Negli ultimi anni i prezzi degli immobili sono diminuiti – nota Renzo Alessandri, direttore di Cna Grosseto – E paradossalmente quelli del “nuovo” sono scesi più di quelli dell’usato; il problema è che oggi per acquistare, in molti casi, bisogna prima vendere (un altro immobile). E questa discrepanza tra prezzi nuovo/usato non favorisce l’incontro tra domanda e offerta». E questo è un ostacolo che tarpa le ali al mercato. «Io credo però che nei prossimi mesi il risparmio delle famiglie – dice Alessandri – potrebbe tornare ad essere convogliato sul mattone. Per esclusione: lasciato in banca, sul conto corrente, non è remunerativo, anzi, è tassato; investito in Bot comporta ormai quasi una rimessa; in Borsa è un rischio. Le banche, però, dovranno fare la loro parte: sia nei confronti degli imprenditori dell’edilizia che oggi finanziano di malavoglia giudicando i loro investimenti rischiosi, sia per chi chiede un mutuo e dunque sul fronte della sostenibilità delle rate».

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