Toscana
La Società speleologica cresce, ma non ha casa
Due nuovi “diplomati” grazie agli istruttori del gruppo di Carlo Cavanna Che continua però a non avere risposte dal Comune per una sede stabile
GROSSETO. Crescono le soddisfazioni per la Società naturalistica speleologica maremmana dalla cui scuola sono usciti due nuovi speleologi, preparati dai propri istruttori fino a ottenere l’attestato omologato dalla Commissione scuole.
I nuovi speleologi sono Giovanni Picchianti e Silvano Picchianti, entrambi di Porto Santo Stefano. Hanno frequentato il quindicesimo corso di speleologia organizzato dall'associazione e dopo alcune settimane di prove (in palestra di roccia e in varie grotte della provincia) hanno concluso la loro preparazione con un’uscita nelle grotte delle Alpi Apuane, sempre sotto il controllo della direttrice del corso Daniela Telloli e del direttore della scuola Carlo Ciacci.
Mentre è già in preparazione un nuovo corso (nei mesi di marzo e aprile) il presidente della Società Carlo Cavanna si dice soddisfatto per questo nuovo traguardo raggiunto ma anche amareggiato perché malgrado le tante promesse la Società speleologica continua a non avere una sede adeguata per le proprie attività.
«Continua l’impegno nella formazione e nella ricerca – dice Cavanna – tanto che con le spedizioni archeologiche in Etiopia siamo a quota 22. Ma resta per noi irrisolto il nodo della sede. Certo, abbiamo come riferimento statutario il Museo di Storia naturale ma abbiamo bisogno di una sede nostra». Finora le richieste sono cadute nel vuoto e la vicenda è quasi paradossale.
«Prima – spiega Cavanna - ci è stato concesso un locale in via Bramante a Marina tanto che eravamo intestatari di tutte le utenze. Il palazzo in cui si trovava doveva però essere abbattuto per ristrutturazione. Il problema è che finiti i lavori quello stesso locale è stato prima affittato alle Poste e poi inserito tra i beni alienabili. Alienazione che però non c’è stata visto che oggi è in uso a un’altra associazione».
Agli speleologi non è andata meglio partecipando a un bando comunale destinato proprio alle associazioni. «Con il bando – dice Cavanna – abbiamo ottenuto un locale nella sede della Circoscrizione Barbanella ma quando siamo andati a prenderne possesso si è scoperto che era occupato da una società sportiva cittadina all’insaputa della Circoscrizione stessa e dell’ufficio patrimonio del Comune».
Un pasticcio burocratico infinito che penalizza il lavoro della Società nata nel lontano 1960 per volontà del professor Giuseppe Guerrini e che ha contributo a fondare lo stesso Museo di Storia naturale. (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
