Il Tirreno

Grosseto

«Il bene della città preceda quello della parte politica»

di Gabriele Baldanzi
«Il bene della città preceda quello della parte politica»

Nell’annuale incontro con la stampa, il vescovo manda un messaggio ai candidati «Etica e senso civico, non riducete la campagna elettorale a uno scontro»

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GROSSETO. Una lettera alla città e a chi si candida per governarla. L’ha scritta il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni, che ieri – nel corso del tradizionale incontro con i giornalisti di tutte le testate locali – ne ha spiegato le ragioni e i contenuti.

Cetoloni chiede ai candidati un impegno a non inquinare il confronto politico con toni esasperati, «perché c’è il rischio – parole testuali del monsignore – di ridurre la competizione elettorale a un vero e proprio scontro, nel quale ciascuno si sente legittimato a esacerbare il dibattito, a superare inopportunamente i confini di una sana e necessaria dialettica. I cittadini devono invece riconoscere le idee e scegliere».

Ottimismo e ansie. Monssignor Cetoloni, nonostante tutto, si mostra ottimista. «Guardo con fiducia a ciò che Grosseto di buono sa continuamente generare in termini di attenzione solidale, di cura per chi resta indietro, di innovazione e impegno. Talvolta, però, il mio sguardo si fa preoccupato nel cogliere segnali di indebolimento del tessuto sociale, laddove affiora un senso di diffusa insicurezza e diffidenza verso l’altro».

La politica nobile. Per il vescovo la città di Grosseto è una realtà complessa, con molte sfaccettature, attraversata pesantemente dalla crisi economica, dove non deve prevalere la tentazione dell’individualismo, dell’isolamento, della chiusura. «Proprio su questo terreno – aggiunge – la politica è importante come strumento nobile per servire il bene comune. E per farlo vanno superate le frammentazioni e lo scollamento tra la politica e la gente». Poi Cetoloni parla dell’impegno dell’associazionismo cattolico: «Attraverso la Caritas cogliamo la drammaticità di nuove e differenti forme di povertà e fragilità. Ci sentiamo spesso impotenti nel dare risposte efficaci e risolutive».

Elezioni amministrative. «Grosseto tra pochi mesi sceglierà il suo nuovo sindaco – prosegue Cetoloni – un passaggio significativo, con la città che si ricompone attorno a una classe dirigente. L’auspicio è che si dimostri diffusa e autorevole. È anche l’occasione per scuotersi da un certo torpore pessimistico, vivendo questo momento come un nuovo inizio, una ripresa di interesse e partecipazione. Con rispetto per questo passaggio politico ed istituzionale, mi permetto di lanciare, con umiltà e amicizia, un appello a tutti i candidati e alle forze politiche, i prossimi mesi siano contrassegnati da passione civica, impegno, competizione sana e leale. Prevalga, dentro e al di là delle legittime aspettative di ognuno, il bene di Grosseto e delle persone».

Etica e senso civico. E per costruire il bene della città Cetoloni chiede a chi si candida a governare il capoluogo «di assumere su di sé un sovrappiù di etica pubblica e di responsabilità, con il primo obiettivo di essere il motore della ricostruzione del senso civico». Il consiglio è di evitare «sentimenti, parole e stili che non aiutano alla crescita della comunità. È preferibile rischiare l’impopolarità, pur di tenere alto il livello del confronto e del dialogo con i cittadini. Per esempio vi possono essere episodi di criminalità che generano timore e vanno considerati seriamente, ma non devono farci dimenticare quella dimensione solidale e inclusiva nella quale Grosseto è sempre stata capace di esprimere il meglio di sé».

Il futuro. Secondo il vescovo Rodolfo Cetoloni «fare politica attiva può essere di grande aiuto se, da posizioni legittimamente di parte, si alza lo sguardo oltre il contingente per offrire una prospettiva di futuro a giovani sfiduciati, ad adulti che hanno perduto il lavoro, ad anziani che sempre più di frequente vivono al di sotto della soglia di povertà. Invoco per tutti loro uno sguardo di premura da parte dei candidati a sindaco. Che il bene della città preceda sempre quello della propria parte politica».

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