Gioco
Chi ha ucciso? Madre e figlio faccia a faccia
Gino Laurini interrogato dal giudice Nessuna discrepanza nel suo racconto
MASSA MARITTIMA. Non ha tentennato, nonostante l’emozione di trovarsi dopo tanti mesi faccia a faccia con sua madre, Maria Grazia Guidoni, la donna di 47 anni accusata di aver ucciso Giuseppina Pierini, 63 anni, sua madre e nonna del ragazzo. Gino Laurini ieri pomeriggio aveva un appuntamento importantissimo, nel tribunale di Piacenza: un incidente probatorio nel quale è stato sentito, alla presenza dei suoi avvocati Sandro e Sergio Nunzi, come testimone dell’omicidio di sua nonna, avvenuto tre anni fa proprio nella città emiliana.
Non ha cambiato versione si una virgola Gino. Da quando si è presentato ai carabinieri per raccontare quella storia degna del miglior Quentin Tarantino, il ventiduenne che abitava a Follonica con l’ex compagno della madre, ha riconfermato al sostituto procuratore e al giudice per le indagini preliminari, quel racconto dell’orrore che ha portato i carabinieri a ritrovare i resti di Giuseppina Pierini. In aula c’era anche Maria Grazia, con l’avvocato Cecilia Corsini. Madre e figlio si sono trovati faccia a faccia per la prima volta dopo l’arresto della donna, dopo che il ventiduenne aveva raccontato tutto ai carabinieri. E c’era anche la sorella di Maria Grazia, Graziella, (con l’avvocato Bronzetti) che quando ha visto suo nipote e lo ha sentito parlare, non ha potuto trattenere le lacrime.In aula c’era anche l’avvocato Diletta Fivizzani, che sostituiva Riccardo Lottini, che segue Giorgio Guidoni, fratello di Maria Grazia.
Maria Grazia e Gino invece, non si sono parlati. Si sono guardati a malapena. «Non potevo andare avanti con un peso sulle spalle di questo tipo - ha detto il ragazzo - che vita mi sarei potuto costruire?». Domanda legittima, la sua.
Quando è entrato in aula il ventiduenne era un po’ agitato. Ma poi ha cominciato a parlare. Il suo racconto è stato lo stesso che ha ripetuto per quattro volte. «La madre di Gino non è mai intervenuta - dice il suo avvocato, Sandro Nunzi - anche se avrebbe potuto farlo. Gino non ha mai cambiato versione, e ormai ha parlato davanti agli investigatori quattro volte. Si è rasserenato dopo pochi minuti e ha risposto a tutte le domande che il giudice gli ha rivolto. Non è mai caduto in contraddizione, certo di aver raccontato sempre la verità». Verità che non sarebbe la sua. «Ma quella di tutti - aggiunge Nunzi - Ora aspettiamo l’avviso di fine indagine, poi sarà fissata l’udienza preliminare».
Francesca Gori
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