Il dolore
Multa per i lavori: «La colpa è dei fiumi»
Verbale da 15.000 euro per l’azienda che ha fatto i dragaggi ma l’acqua diventa torbida anche a cantiere chiuso
SCARLINO. Acque limacciose, quasi una fanghiglia che ieri ha colorato di marrone buona parte del golfo di Follonica.
Un panorama decisamente preoccupante a vedersi ma che è solamente il frutto delle perturbazioni degli ultimi giorni che hanno gonfiato i corsi d’acqua di melma e fango poi riversatisi naturalmente in mare aperto. Una condizione che, con proporzioni decisamente maggiori, sembra ricordare quanto accade spesso durante le operazioni di dragaggio del canale al Puntone e che tanti allarmi ha generato in passato. Per quella attività di pulizia dei fondali nel 2015 l’azienda Masdi ha ricevuto prima forti attacchi da ambientalisti e movimenti politici e poi una importante sanzione amministrativa di 15.000 euro oltre a una denuncia a causa del distacco delle panne antitorbidità, una mancanza lieve che però la legge punisce comunque in maniera pesante. Avverso al provvedimento è stato presentato appello e adesso, complice la situazione ambientale attuale, la ditta spiega le proprie ragioni. «Quanto accade nel nostro mare dopo giorni di piogge intense è ora sotto gli occhi di tutti – spiegano i responsabili dell’azienda amministrata da Maria Gandellini – innanzitutto dobbiamo convincerci che adesso al Puntone c’è un porto, che deve essere mantenuto efficiente e che bisogna garantirne il regolare accesso ai fruitori della struttura, situazione possibile solo con l’effettuazione di dragaggi dell’alveo. Quanto sta accadendo in queste ore dimostra che la denuncia sollevata in merito ai lavori effettuati la scorsa primavera, e che ha portato anche alla sanzione nei nostri confronti, strumentalizza solamente il problema. Quanta massa muove un tubo come quello dei macchinari? Si parla di qualche migliaio di metri cubi di acqua al giorno e certamente la torbidità che viene smossa poi si deposita da qualche parte, nonostante l’utilizzo delle panne apposite. Ma allora un fiume o un torrente quanta acqua smuove? Quanto fango raggiunge il mare? La natura non si ferma, in giornate come queste l’acqua diventa marrone per miglia e miglia, eppure è un fenomeno naturale e nessuno si lamenta. Invece si tende a criminalizzare chi lavora, si fa cattiva informazione; la nostra azienda con il mare ci lavora, cerchiamo sempre di proteggerlo e di rispettarlo».
E che il problema ambientale sia parecchio complesso lo confermano anche le autorità. «La torbidità c’è anche in questi giorni senza che sia in essere alcuna attività di dragaggio – conferma il comandante della capitaneria di porto di Follonica Riccardo Federighi – quanto sta succedendo ci dimostra che la situazione non è di semplice risoluzione, la questione è complessa e risente sia dell’azione umana che di quella della natura».
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